Industria alimentare e transizione energetica: Venchi riduce consumi ed emissioni grazie a Evogy
L’efficientamento energetico passa sempre più dalla digitalizzazione dei processi industriali. Nel sito produttivo Venchi di Castelletto Stura, la collaborazione con Evogy dimostra come controllo predittivo e integrazione dei dati possano ridurre consumi ed emissioni senza compromettere qualità e continuità produttiva
La riduzione dei consumi energetici rappresenta da tempo una priorità strategica per Venchi, che nel 2019 ha avviato un programma organico di ottimizzazione delle proprie performance ambientali.
In questo quadro si inserisce la collaborazione con Evogy, società benefit del Gruppo Plenitude, orientata a integrare soluzioni digitali avanzate per la gestione intelligente dell’energia all’interno dello stabilimento produttivo di Castelletto Stura, in provincia di Cuneo.
Dal 2023 a oggi, l’intervento ha consentito una riduzione del 24% dei consumi energetici legati al controllo termico dell’intero perimetro dello stabilimento, comprendente reparti produttivi, magazzini e uffici.
Parallelamente, le emissioni di anidride carbonica in ambiente sono diminuite di 72 tonnellate. Risultati che testimoniano l’efficacia di un approccio basato su automazione, monitoraggio continuo e capacità predittiva.
Dalla gestione manuale a una piattaforma centralizzata
Il sito di Castelletto Stura si estende su una superficie complessiva di 20.000 metri quadrati, di cui 13.000 coperti, ed era già dotato di impianto fotovoltaico e sistema di cogenerazione.
L’obiettivo del progetto è stato quello di intervenire in modo non invasivo, superando una gestione frammentata e manuale degli impianti di climatizzazione per adottare una soluzione centralizzata in grado di coordinare l’intero sistema, riducendo sprechi di energia, tempo e risorse.
Elemento chiave dell’intervento è Simon, il Building Energy Management System sviluppato da Evogy, che utilizza tecnologie IoT e algoritmi di intelligenza artificiale per il controllo dinamico dei consumi.
La piattaforma non si limita alla climatizzazione, ma estende il monitoraggio all’insieme delle utility a servizio delle macchine di processo, integrando in un unico ambiente digitale i dati relativi ai flussi energetici. Questa visione unitaria consente attività evolute di energy management e analisi finalizzate al miglioramento continuo.
Qualità del prodotto e stabilità ambientale
Nel settore alimentare, in particolare nella produzione del cioccolato, la stabilità delle condizioni ambientali è un requisito essenziale per garantire standard qualitativi elevati.
La possibilità di gestire e prevedere le condizioni interne indipendentemente dalle variabili climatiche esterne rappresenta quindi un fattore abilitante sia per la qualità del prodotto sia per il benessere di dipendenti e visitatori.
Il progetto è stato inserito nel Bilancio di Sostenibilità di Venchi e ha contribuito all’accesso agli incentivi previsti dal Piano Transizione 5.0, confermando il ruolo della digitalizzazione come leva concreta della transizione energetica industriale.
Per la rubrica Energie che cambiano il Made in Italy abbiamo posto alcune domande a Mirko Garbero, responsabile dello stabilimento Venchi di Castelletto Stura, sul progetto realizzato insieme a Evogy.
C’è un energy manager in Venchi o comunque una figura simile? A chi riporta?
In Venchi non è presente un vero e proprio energy manager. Nel 2018 è stata però istituita la figura del direttore tecnico a diretto riporto dell’amministratore delegato, che aveva tra le sue priorità l’espansione della fabbrica, il miglioramento dei processi produttivi e l’ottimizzazione energetica.
A partire da quel momento sono stati avviati e realizzati diversi progetti di revamping, recupero energetico e produzione di energia da fonti rinnovabili.
Successivamente, circa tre anni fa, è stata introdotta la figura dell’Esg manager, con l’obiettivo di estendere la valutazione e il miglioramento dell’impatto ambientale dal solo sito produttivo all’intera azienda.
Da quale situazione energetica siete partiti?
Siamo partiti da una situazione energetica standard, caratterizzata dall’utilizzo di caldaie tradizionali alimentate a gas metano e dall’acquisto integrale di energia elettrica dalla rete.
Nel tempo, questa configurazione è stata progressivamente evoluta verso un sistema energetico più efficiente e integrato. Le caldaie tradizionali sono state sostituite con caldaie a condensazione, interconnesse con il sistema di produzione di acqua fredda tramite pompe di calore.
È stato inoltre installato un cogeneratore, in grado di produrre energia elettrica, recuperare calore in inverno e fornire una quota di acqua fredda per il raffrescamento degli uffici durante la stagione estiva.
Parallelamente, l’assetto impiantistico ha visto negli anni una progressiva elettrificazione degli impianti, con la sostituzione di soluzioni a gas metano con sistemi alimentati elettricamente e l’adozione di sistemi intelligenti con controllo da remoto per la gestione delle condizioni termiche dei locali di produzione e dei magazzini.
Questa evoluzione è stata supportata dall’installazione di impianti fotovoltaici sulle coperture dello stabilimento, che consentono la produzione diretta di energia elettrica interna, riducendo il ricorso alla rete e migliorando l’efficienza complessiva del mix energetico.
Ancora in tema di consumi come e in che modo negli ultimi anni è cambiata questa voce?
Negli ultimi cinque anni, dal periodo pre-pandemico a oggi, i consumi energetici sono cambiati in modo significativo, in parallelo a una forte crescita industriale.
In questo arco di tempo abbiamo raddoppiato la produzione e più che triplicato la capacità produttiva dello stabilimento di Castelletto Stura, che rappresenta l’unico sito produttivo a livello globale.
Questa crescita è stata accompagnata da una profonda espansione e riqualificazione degli impianti, inclusi tutti i sistemi di produzione delle utilities. Sul fronte della sostenibilità energetica, è stato raggiunto un traguardo particolarmente rilevante grazie all’installazione di 1,1 MW di impianti fotovoltaici e di 1 MW di sistemi di accumulo a batterie, che consentono di immagazzinare l’energia prodotta durante le ore diurne e riutilizzarla nelle ore notturne, aumentando l’autoconsumo e l’efficienza complessiva del sistema.
Nonostante la forte crescita dello stabilimento, l’impronta energetica per unità di prodotto è in costante diminuzione. Nel 2025 siamo arrivati a consumare 0,2 tonnellate di petrolio equivalente per tonnellata di prodotto finito, un valore inferiore di oltre il 50% rispetto al periodo pre-Covid, a conferma di un percorso strutturato di efficientamento e ottimizzazione dei consumi.
Qual è il principale motivo che vi ha spinto a considerare l’efficientamento energetico? Per esempio, per ragioni ambientali oppure per ridurre il carico delle spese energetiche oppure per cogliere gli incentivi governativi prima che scadessero…
Il percorso di efficientamento energetico intrapreso non è stato guidato da un unico motivo isolato, ma da una combinazione di fattori strategici, ognuno dei quali ha contribuito in modo significativo alle scelte effettuate.
Uno dei motivi primari e immediati è stato certamente la volontà di controllare e ridurre i costi legati all’energia. In un contesto in cui i prezzi dell’energia sono risultati instabili con una forte oscillazione a causa della situazione internazionale, tutti ci ricordiamo il 2022 con la guerra in Ucraina che diede inizio da una tremenda impennata verso l’alto del costo dell’energia, la dipendenza esclusiva dall’energia acquistata dalla rete e da combustibili fossili rappresentava un rischio economico importante per la competitività industriale.
L’efficientamento energetico, attraverso tecnologie più performanti (caldaie a condensazione, pompe di calore, cogenerazione) e la produzione interna di energia (fotovoltaico con accumulo), ha permesso di ridurre significativamente i costi operativi legati ai consumi e di migliorare la prevedibilità dei costi energetici su orizzonti pluriennali, aumentando l’autosufficienza energetica dello stabilimento, limitando la vulnerabilità alle fluttuazioni dei mercati energetici.
L’orchestrazione di tutte queste componenti attraverso strumenti evoluti, come la piattaforma Simon di Evogy, con cui stiamo collaborando ormai dal 2023, ci ha inoltre permesso di passare da una gestione disaggregata e manuale a una soluzione centralizzata in grado di gestire l’intero perimetro degli impianti di condizionamento, risparmiando tempo, risorse e soprattutto energia.
Questo aspetto è e sarà molto importante per una gestione delle risorse sempre più strategica ed efficiente. Parallelamente agli stimoli economici, vi è stata una forte spinta di carattere ambientale e di responsabilità sociale d’impresa.
Siamo consapevoli del ruolo che le grandi realtà produttive hanno nell’impatto ambientale complessivo e della crescente attenzione delle istituzioni, dei clienti e della società civile sui temi della sostenibilità.
L’efficientamento energetico ha permesso di riduzione le emissioni di gas serra legate alla produzione industriale, migliorando la performance energetica specifica per unità di prodotto e di fatto il carbon foot print di tutta l’azienda, verso un modello produttivo più pulito e resiliente.
Questo orientamento ha avuto riflessi sul rafforzamento della reputazione aziendale, sulla coerenza con politiche Esg e sulle aspettative di stakeholder, partner e clienti, che sempre più richiedono trasparenza e risultati in termini di impatto ambientale.
Gli interventi di efficientamento energetico hanno usufruito di incentivi specifici?
Un terzo fattore che ha favorito e accelerato le scelte di efficientamento è stato sicuramente l’insieme di incentivi e opportunità normative disponibili negli ultimi anni.
Vari strumenti di sostegno, a livello regionale, nazionale e comunitario, hanno reso economicamente più vantaggiosi gli investimenti in efficienza energetica e tecnologie rinnovabili, tra cui ricordiamo l’ultimo nell’ambito Transizione 5.0, che sebbene sia stato gestito con tempi e modalità discutibili è stato per noi utile e vantaggioso.
A questi si sono affiancati altri meccanismi di sostegno alla produzione di energia da fonti rinnovabili. È importante sottolineare che la componente normativa non è stata il motivo esclusivo alla base del percorso intrapreso, ma ha svolto un ruolo di fattore abilitante, contribuendo a migliorare la redditività degli investimenti, a ridurre i tempi di ritorno economico e, di conseguenza, a favorire un’accelerazione nell’implementazione degli interventi.
Avete mai preso in considerazione la possibilità di aderire ad una Cer? E quali passaggi state nel caso facendo?
Sì, ma come grande azienda, nello scenario locale, non è facile capire se e come è meglio aderire.
Che obiettivo intendete raggiungere a seguito dell’intervento di efficientamento energetico? Per esempio, sviluppi futuri aziendali che prevedono l’introduzione della mobilità sostenibile…
L’obiettivo principale che intendiamo raggiungere va oltre il semplice miglioramento delle prestazioni dello stabilimento. Per Venchi è fondamentale considerare non solo l’impatto del sito produttivo, ma l’intera supply chain e il mondo dei punti vendita, che insieme rappresentano l’ecosistema complessivo della nostra attività.
In sintesi, l’obiettivo è creare un sistema integrato e sostenibile, in cui le nostre decisioni e azioni si riflettano positivamente su tutta la supply chain, dai fornitori al prodotto finito, fino ai negozi, contribuendo a rendere l’intero business del cioccolato più efficiente e responsabile dal punto di vista ambientale.
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