Lazio-Genoa in uno Stadio Olimpico semivuoto: il dato sui biglietti venduti e la protesta degli abbonati
L'anticipo del venerdì tra Lazio e Genoa si gioca in una cornice surreale: un Olimpico semivuoto, tra pochi biglietti venduti e la protesta dei tifosi.
La Lazio sola a casa sua: lo Stadio Olimpico rischia di presentarsi semideserto.
La partita con il Genoa, anticipo del venerdì della 23ª giornata della Serie A 2025/26, segna un altro capitolo del momento delicato vissuto dai biancocelesti.
Tanti casi di mercato che hanno acuito la frattura tra i tifosi e il presidente Claudio Lotito, con il popolo laziale pronto a farsi sentire disertando lo stadio e lasciando sola la squadra guidata da Maurizio Sarri.
IL DATO SUI BIGLIETTI VENDUTI
Un dato su tutti fotografa il momento, quello dei biglietti venduti per Lazio-Genoa.
La società ieri, evidenzia Il Corriere dello Sport, quantificava in 2.300 i tagliandi staccati per la partita. Un numero basso che va ad aggiungersi a un'altra situazione.
LA PROTESTA DEI TIFOSI
Gli abbonati sono 29.918, ma solo tra poche ore si saprà quanti rinunceranno a presentarsi o entreranno all'Olimpico.
La Nord, zoccolo duro del tifo biancoceleste, ha organizzato il ritrovo a Ponte Milvio, con la "missione" di tifare da lontano.
A questo si aggiunge la petizione in corso, lanciata da Alberto Ciapparoni e Federico Marconi, che catturato il consenso di oltre 30mila laziali. Segnali di come Lotito sia sempre più solo e di come le manifestazioni di dissenso non si limitino più al solo interno dell'Olimpico.
I CASI DI MERCATO
A contribuire all'insoddisfazioni del popolo biancoceleste i casi di mercato che continuano a condizionare la rosa a disposizione di Sarri.
Le cessioni eccellenti di Castellanos e Guendouzi, gli arrivi di Ratkov (che però è già stato sorpassato da Dia e dall'ultimo arrivato Maldini) e Taylor, la partenza di Mandas sostituito da Motta, il giovane centrocampista polacco Przyborek sbarcato nella Capitale. E ora il caso Romagnoli, che si è autoescluso in attesa della possibile cessione all'Al Sadd.
IL PINGUINO
In tutto questo, la Lazio ha provato a lanciare un messaggio di risposta a chi la contesta e ha provato a invogliare gli indecisi ad andare allo stadio.
Un video sui social, realizzato con l'intelligenza artificiale, con un pinguino con sciarpa biancoceleste intento ad entrare in un Olimpico polare e vuoto: "Be different", l'invito del club ad andare controcorrente. Un chiaro riferimento al pinguino nichilista del film documentario "Encounters at the End of the World" di Werner Herzog girato in Antartide nel 2007 e una storia reinterpretata recentemente anche dalla Casa Bianca per sostenere le ambizioni di Donald Trump per la Groenlandia.
Il pinguino si allontanava dalla sua colonia e contro natura non si dirigeva verso il mare per trovare cibo e sopravvivenza, ma si incamminava verso le montagne oltre una distesa di ghiaccio. Un'inesorabile "marcia della morte" la definì Herzog.
Un'immagine che non ha raccolto particolare consenso da parte del popolo biancoceleste, giudicando dai commenti di reazione al video.
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