Le gravi colpe di Conte dietro le difficoltà del Napoli cancellano i meriti per l'ultimo Scudetto?
Il tecnico imputa alla sfortuna la lunga sequenza di infortuni e chiede altri sforzi sul mercato
Via Lorenzo Lucca, via Noa Lang. Bocciati senza appello dopo appena 6 mesi, nonostante siano costati insieme intorno ai 60 milioni di euro e i loro arrivi siano stati condivisi approvati dallo stesso allenatore che da tempo li aveva messi in discussione e che ha dato l'ok alle loro partenze senza troppi rimpianti. Sulla breve e poco significativa al Napoli dell'esterno olandese e dell'ex centravanti dell'Udinese non può non esserci la firma di Antonio Conte. Finito – o tornato, secondo i punti di vista – nel mirino della critica per la gestione sempre più difficoltosa di un organico che, tra infortuni a raffica e titolari spremuti, annaspa sia in campionato che in Champions League.
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ATTACCO FRONTALE
Mario Giuffredi, agente tra gli altri di Giovanni Di Lorenzo e Matteo Politano, si è assunto nelle ultime ore la responsabilità di andare all'attacco frontale dell'allenatore che nella passata stagione ha condotto il Napoli all'esaltante conquista del quarto Scudetto della propria storia dopo un incredibile testa a testa con l'Inter. Giuffredi, mosso ovviamente da interessi personali, ha sottolineato come il recente impiego di giovani come Lorenzo Marianucci, Giuseppe Ambrosino e Antonio Vergara, nonché suoi assistiti, sia aumentato nelle ultime settimane complice la nuova sequenza di problemi fisici che ha colpito la squadra di Conte. Imputandogli dunque il fatto di non averli presi in considerazione prima e di avergli negato, al contempo, l'occasione di cercare maggiore spazio altrove. Ma Giuffredi è andato ancora di più nel dettaglio, precisando come una rotazione maggiore dei giocatori a disposizione avrebbe forse scongiurato il pericolo dei tanti infortuni occorsi da ottobre ad oggi e dunque scaricando ogni tipo di responsabilità sull'allenatore. Che non più tardi di qualche giorno fa aveva “pizzicato” con alcune frasi l'area medica del club per le tante defezioni, inducendo il dottor Canonico a prendere posizione sull'argomento.
I LIMITI DI CONTE
Giuffredi ha parlato pro domo sua, con l'obiettivo di portare all'attenzione generale un “suo” problema, ma nella sostanza non dice cose del tutto sbagliate. L'andamento altalenante ed in costante affanno della stagione in corso ha riportato a galla una questione che perseguita Conte sin dai tempi della sua esperienza alla Juventus e poi di quella dell'Inter. L'allenatore pugliese è uno dei migliori sulla piazza quando si tratta di dover gestire un'unica competizione ed una corsa a tappe come il campionato. Ma, quando le energie fisiche e mentali devono essere distribuite anche su un torneo come la Champions League e la sapienza nell'utilizzo di un numero più allargato di calciatori diventa una componente importante, la sensazione è che Conte perda i suoi superpoteri.
LA GESTIONE DEGLI ACQUISTI
Il tecnico del Napoli non si è smentito nemmeno quest'anno, quando dei nuovi acquisti dell'estate soltanto Milinkovic-Savic, Hojlund e De Bruyne (fino all'infortunio) sono diventati delle certezze e dei titolari. Da Beukema a Marianucci, passando per Miguel Gutierrez, Lang e Lucca, la poca fiducia nei loro confronti è fotografata da un minutaggio nettamente inferiore a quello delle prime scelte. O che è cresciuto, come nel caso di Elmas, soltanto quando le opzioni a disposizione si stavano gradualmente esaurendo, complici i gravi problemi che hanno colpito i vari De Bruyne, Anguissa, Gilmour e più recentemente Rrahmani e Politano. Aspettarsi ora un pronto intervento della società - al netto dei noti problemi circa i margini di manovra ridotti imposti dalla FIGC - per arrivare a nuovi calciatori potrebbe quasi suonare come una mancanza di sensibilità nei confronti del club.
CASO NERES
A proposito di gestione dei propri giocatori, ci sarebbe poi da aprire un capitolo a parte su David Neres, rimandato in campo contro il Parma nonostante una caviglia in disordine e vittima di una ricaduta che potrebbe tenerlo ai box per un periodo più lungo. E' da settimane ormai che, sollecitato l'argomento, in casa Napoli ed in particolare da Antonio Conte si evoca lo spettro della sfortuna e si liquida l'argomento senza provare ad offrire un'analisi più approfondita. Perché la tesi della malasorte può essere sposata con convinzione quando i casi sono pochi ed isolati e quando le ragioni degli infortuni possono essere collegate ad eventi traumatici. Quando a saltare sono invece i muscoli e talvolta pure i tendini, allora il dubbio che ci sia dell'altro può essere quanto meno sollevato.
LE COLPE DI OGGI CANCELLANO I MERITI DI IERI?
Così come nell'ultima stagione sono innumerevoli i meriti di Antonio Conte, capace di andare oltre due cessioni pesantissime come quelle di Victor Osimhen e Kvicha Kvaratskhelia, la seconda addirittura a stagione in corso e senza un adeguato sostituto, dopo una campagna acquisti ricca di giocatori e dispendiosa come quella sostenuta la passata estate da De Laurentiis non si può non alzare il dito ed evidenziare che questa volta ci siano degli errori importanti ed addebitabili a quella stessa persona che fino a pochi mesi fa era l'evidente valore aggiunto. L'idillio creato nei mesi che portarono ad un insperato Scudetto oggi è un ricordo, non lontano ma nemmeno tale da far passare in secondo piano gli errori di oggi.
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