Marina Berlusconi: “Giustizia condizionata da mercato nomine, referendum occasione da non perdere”
Marina Berlusconi torna, in un’intervista al Corriere della Sera, a parlare della riforma della Giustizia e del referendum in programma il 22 e 23 marzo. “È vero, mio padre ha subìto un’inaccettabile persecuzione giudiziaria. Ma non ragiono per rivalsa, e il problema non riguarda una sola stagione, né una sola persona. C’è una minoranza di magistrati ideologizzati che continua a fare danni. La giustizia è condizionata da un vergognoso mercato di nomine“, spiega la presidente di Fininvest e di Mondadori. “Al referendum del 22-23 marzo – sottolinea – voterò Sì. E non per il mio cognome, né per spirito di parte, ma perché è la cosa giusta. A questo dovrebbero servire i referendum: a votare sui contenuti, non in base alle appartenenze. Non è una resa dei conti politica, né un voto pro o contro il governo. La separazione delle carriere è necessaria per spezzare un giogo che soffoca tutti, a partire dagli stessi magistrati. E per garantire la vera ‘terzietà’ dei giudici. Abbiamo un’occasione irripetibile, non lasciamocela scappare”.
“Se Vannacci andasse via? Non sarebbe una gran perdita”
Se Roberto Vannacci andasse via dal centrodestra? “Per come la penso io, non sarebbe una gran perdita… Anzi, potrebbe essere una opportunità per liberare il centrodestra da pericolosi estremismi. Poi so benissimo che la politica deve anche fare i conti con le percentuali“, dice Berlusconi in un altro passaggio dell’intervista.
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