Marini: "Perché diedi il soprannome 'zio' a Bergomi. L'Inter vincerà lo Scudetto"
L'ex mediano dell'Inter parla dei suoi tempi e della squadra nerazzurra attuale
Gianpiero Marini, ex centrocampista classe 1951, intervistato dalla Gazzetta dello Sport parla della sua Inter, della sua Nazionale e dell'Inter attuale.
L'Inter scudettata del 1980.
"Tutti italiani. Lo straniero, Prohaska, è arrivato l’anno dopo, con la riapertura delle frontiere. Abbiamo vinto, in testa dalla prima all’ultima giornata. C’era Eugenio Bersellini, un allenatore serio e capace. Noi lo abbiamo seguito, ci volevamo bene. Abbiamo un gruppo su Whatsapp, ci incontriamo una volta all’anno. È bello stare insieme".
BERGOMI E LA NAZIONALE DEL 1982
Il soprannome 'zio' per Beppe Bergomi.
"Era un ragazzo della Primavera, aveva 17 anni. Entrò nello spogliatoio e disse: “Buongiorno”. Lo guardammo, io dissi: “E tu chi sei? Con quei baffoni somigli a mio zio”. Era Beppe Bergomi, al suo primo allenamento".
La vittoria del Mondiale 1982 con Bearzot ct della Nazionale.
"Il nostro meraviglioso Vecio. Mi ha chiamato tardi, a 30 anni, e mi ha detto: “Da qui non ti muovi, starai a lungo con noi”. Mi ha regalato una delle gioie più grandi della mia vita".
L'INTER VINCERA' LO SCUDETTO
L'Inter di oggi.
"Intanto la vedo lassù. Prima. Ed è un bel vedere. Questa è una squadra massiccia e potente. La più forte di tutte, in assoluto. Vincerà lo scudetto. Non sono superstizioso? No. Io guardo il campo e in campo vedo la migliore Inter di questi anni. Prendiamo l’attacco: ha i più forti, i migliori. Chi ha attaccanti come Lautaro, Thuram e il ragazzo, Pio? Nessuno. E c’è anche Bonny. Poi il centrocampo, la difesa organizzata. E Dimarco? Ma lo vedete come gioca, cosa porta su? Vince lo scudetto, è nettamente la più forte".
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