Muoversi e riscaldarsi con il Forsu
Dalla raccolta e lavorazione dell’umido – o Forsu – si produce sempre più biometano. Ecco come possiamo fare anche nelle nostre case economia circolare. Ne parliamo con Alessia Scappini, amministratore delegato di AlBe, caso di eccellenza in Toscana
Forse non ce ne rendiamo conto, ma se non facciamo una corretta raccolta dell’umido (conosciuto da molti come Forsu) andiamo a sprecare una risorsa ancora preziosa.
Perché, come ci racconta in questa puntata di Pink&Green Alessia Scappini, amministratore delegato di AlBe, una volta che l’umido, che è sostanza biologica per eccellenza, viene conferito a un buon centro di raccolta si trasforma in nuova materia.
Non solo ammendante o fertlizzante (più o meno buono a seconda del processo che subisce), ma ora anche biometano che può essere usato per produrre energia, calore e anche per muoverci con i nostri automezzi.
Che potranno così iniziare a muoversi utilizzando un vettore energetico “rinnovabile e mille miglia lontano dal carburante fossile“.
Non è fantascienza, ma è già quello che succede con una precisa raccolta dell’umido in Toscana (zona di pertinenza di Ato Costa). Il centro di lavorazione è il Belvedere di Peccioli (Pisa) che collabora con AlBe, appunto.
Dai rifiuti urbani all’energia e al compost di qualità
Quindi, dall’organico delle nostre case, cui si aggiungono gli sfalci del verde, si crea un indotto di buone pratiche che hanno al centro un sapere tecnologico importante.
L’impianto di digestione anaerobica e compostaggio della frazione organica e dei rifiuti verdi di AlBe per la produzione di biometano e compost di qualità è entrato in esercizio a settembre 2025. E sta già rivoluzionando il settore per tutte le buone pratiche che ha messo in campo.
L’impianto – ci raccontano – ha una capacità complessiva di trattamento 105.000 tonn/anno. E per questo AlBe intende produrre circa 23mila tonnellate l’anno di compost.
Tanta roba, dove è necessaria la collaborazione dei cittadini. Va fatto notare che e tale processo eviterà l’emissione in atmosfera di 26 kg di CO2 equivalente per tonnellata di rifiuto trattato, ovvero 2.512.623 kg di CO2 equivalente l’anno.
Quindi, vivremo anche meglio. E poi, c’è la produzione di biometano. Perdonate i dettagli tecnici, ma è bene conoscerli: “L’utilizzo di biometano prodotto da AlBe – spiegano dall’azienda – consente di ridurre del 79% le emissioni di CO2 equivalente rispetto all’utilizzo del metano fossile.
A regime la produzione di biometano da parte di AlBe è stimata in 8 milioni smc/anno e consentirà dunque di evitare ogni anno l’emissione in atmosfera di oltre 17mila tonnellate di CO2 equivalente“.
Come ci racconta Scappini, “Il prossimo obiettivo di AlBe è quello di sfruttare tutto il biogas prodotto dall’impianto della Belvedere per autoprodurre energia elettrica e termica per autoconsumo: questo permetterà ad AlBe – che già si è dotata di un proprio parco fotovoltaico – di diventare autosufficiente dal punto di vista energetico e di aumentare le performance dell’impronta ambientale dei propri prodotti“.
L'articolo Muoversi e riscaldarsi con il Forsu è stato pubblicato su GreenPlanner Magazine.
Qual è la tua reazione?
Mi piace
0
Antipatico
0
Lo amo
0
Comico
0
Furioso
0
Triste
0
Wow
0




