Niscemi, alt del governo sull’utilizzo dei fondi per il Ponte sullo Stretto. Centrosinistra chiede le dimissioni di Musumeci

Gen 30, 2026 - 08:30
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Niscemi, alt del governo sull’utilizzo dei fondi per il Ponte sullo Stretto. Centrosinistra chiede le dimissioni di Musumeci

Le risorse stanziate per il Ponte sullo Stretto di Messina non saranno utilizzate per rispondere all’emergenza maltempo che ha colpito Niscemi e la Sicilia. L’alt arriva prima da Matteo Salvini e poi – dopo quella che sembrava una parziale apertura alle richieste dell’opposizione – anche dall’altro vicepremier Antonio Tajani. I fondi, spiega il ministro per le Infrastrutture, non possono essere dirottati alla ricostruzione e messa in sicurezza perché “sono fondi per investimenti”. “Bisogna conoscere le cose – taglia corto il segretario della Lega -. E poi noi abbiamo quasi 30 miliardi di cantieri aperti in Sicilia, come facciamo? Li blocchiamo?”. 

Salvini e Tajani difendono il Ponte sullo Stretto

Salvini assicura comunque che il governo troverà le risorse che servono per Sicilia, Calabria e Sardegna sottolineando però che “il Ponte serve ai siciliani, anzi col Ponte probabilmente in caso di eventi disastrosi anche i soccorritori riuscirebbero a intervenire più velocemente, quindi non si capisce perché i siciliani dovrebbero avere i problemi e non avere neanche il Ponte”. Sull’eventuale uso dei fondi del Ponte si sofferma da Bruxelles anche Tajani, dando l’impressione di essere meno tranchant del collega: “Il Ponte va fatto, poi si può forse fare qualche anticipazione, se ne parlerà, vedremo cosa si può fare e quali sono i fondi da utilizzare: ci sono tante proposte e si valuteranno tutte, compresa quella”.

A stretto giro, però, ecco la precisazione via social: “FI vuole che il Ponte sullo Stretto diverti una delle grandi opere destinate a favorire la crescita di Calabria, Sicilia e di tutta l’Italia. I fondi previsti per la realizzazione non dovranno essere tagliati ed utilizzati per risarcire i danni del maltempo”. “Ci sono tante proposte in proposito che verranno esaminate dal governo. Quella di utilizzare i fondi del ponte ci trova contrari” aggiunge il titolare della Farnesina annunciando che lunedì sarà in Sicilia, Calabria e Sardegna “per incontrare le imprese che hanno subito danni e che devono essere sostenute”.

La trasferta del segretario di FI seguirà quella della premier Giorgia Meloni e dello stesso Salvini, che effettuerà un sorvolo di tutte le zone costiere colpite di Calabria e Sicilia.

Da dove può arrivare l’assistenza finanziaria per Niscemi e la Sicilia

Sul fronte delle risorse per rispondere alle richieste delle Regioni colpite dal ciclone Harry, poi, il vicepresidente esecutivo della Commissione europea Raffaele Fitto ricorda che gli strumenti che la Commissione mette a disposizione sono diversi, a partire dal Fondo di Solidarietà dell’Ue che fornisce assistenza finanziaria agli Stati membri colpiti da gravi calamità naturali.

“L’Italia potrà presentare una richiesta di sostegno secondo le procedure previste – spiega Fitto -, come già avvenuto in passato, ad esempio per le alluvioni in Emilia-Romagna del 2023 e per il terremoto del Centro Italia del 2016-17. Le Regioni potranno inoltre valutare eventuali modifiche dei propri programmi, al fine di rafforzare le risorse destinate alla ricostruzione”.

L’opposizione chiede le dimissioni di Musumeci

La risposta del governo all’emergenza resta però nel mirino dell’opposizione, critica soprattutto nei confronti di Nello Musumeci che in Cdm ha svolto un’informativa sul dossier dopo aver annunciato la firma su un decreto per istituire una commissione di studio per capire, dal punto di vista amministrativo, che cosa è accaduto a Niscemi dopo la frana del 1997. Il ministro per la Protezione civile riferirà in Parlamento mercoledì 4 febbraio nonostante la contrarietà della minoranza che vorrebbe le dimissioni di Musumeci e una informativa della premier Meloni.

Richieste ovviamente destinate a cadere nel vuoto, come sa bene anche il leader del Movimento Cinque Stelle, Giuseppe Conte: “Meloni è andata a Niscemi e non ha neanche parlato con la popolazione e secondo voi viene a fare un dibattito in Aula e ci mette la faccia? Venga Musumeci, già sarebbe qualcosa”. Di certo per l’occasione l’opposizione è pronta ad attaccare a testa bassa dopo aver accusato il ministro di essere “inadeguato” e “imbarazzante”. “Il presidente della Regione Sicilia di allora, Musumeci, per cinque anni era a conoscenza delle problematiche di Niscemi, e non ha fatto nulla – la linea del centrosinistra -. Non poteva non sapere e se c’è qualcuno che ha sbagliato e che ha omesso degli atti deve pagare”. 

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Redazione Redazione Eventi e News