Nkunku: "Non ho mai pensato di lasciare il Milan, la gente parla ma io so dove voglio stare"
E' un momento particolarmente felice per l'attaccante francese, dopo una prima parte di stagione lastricata di difficoltà
Christopher Nkunku, attaccante del Milan, ha parlato a La Gazzetta dello Sport alla fine del weekend in cui i rossoneri non hanno giocato a causa del rinvio della partita contro il Como, ricalendarizzata per il 18 febbraio. Dai primi mesi di stagione che sembravano non portare soddisfazioni alla doppietta col Verona che ha segnato la svolta, fino a un gennaio con tante voci ma nessuna voglia di lasciare Milano e il Diavolo.
SENZA PREPARAZIONE ESTIVA
Nkunku era fuori rosa al Chelsea ed è arrivato al Milan senza aver disputato il precampionato: "È come se un giornalista facesse un’intervista senza preparare le domande... Per me è stato difficile perché non avevo mai saltato una preparazione e la prossima estate farò di tutto perché non accada di nuovo: se non prendi parte al precampionato, non hai a disposizione 4-5 amichevoli per trovare la forma".
OLTRE LE DIFFICOLTA'
La virtù di Nkunku è stata la pazienza: "Ho cercato di restare calmo perché conosco la mia qualità e sapevo che le reti sarebbero arrivate: era solo una questione di tempo e di condizione. Se giochi in attacco, devi segnare perché è il tuo lavoro. Credo comunque di aver aiutato la squadra in altri modi, ma se fai un assist o un gol ... è più evidente. La cosa più importante comunque è vincere e fare quello che chiede Allegri".
VOCI DI MERCATO
"Non ho mai pensato di andare via, questo è il punto. Il mio agente non mi ha parlato di offerte e quindi per me erano solo voci. E poi lui mi conosce bene: non gli ho chiesto di cercare altro o di ‘aprire’ ad altri club, perché volevo solo essere pronto a rendere qui al Milan", assicura Nkunku, accostato insistentemente al Fenerbahce a gennaio. "Nel mio lavoro, se inizi ad ascoltare tutti, non puoi concentrarti su ciò che conta. Un giorno dicono che vai lì, un altro che vai là, ma tu sei una persona sola, non puoi essere ovunque... So dove voglio stare e pazienza se la gente parla". E alla domanda sul perché scegliere il Milan in estate, l'ex Lipsia risponde semplicemente: "Se ti chiama il Milan, che per me è il club più grande d’Italia, il 90% del lavoro è già fatto. In più ho capito che la società vuole vincere titoli e questo è anche il mio obiettivo: ho avuto la possibilità di alzare trofei ovunque sono stato e voglio farlo anche qui, in un club che è nato per vincere".
RABIOT
Parole al miele per il compagno di spogliatoio e di Nazionale Adrien Rabiot: "Io l’ho sempre conosciuto forte così. Ora forse è solo un po’ più decisivo. Anche perché Allegri lo vuole più offensivo, mentre prima giocava più “basso”. Adrien ha un tiro fenomenale e corre tantissimo. Penso possa giocare 90 minuti ogni giorno perché non è mai stanco. Ed è nel picco della carriera, tra i 29 e i 31 anni. Non ha limiti: spinge sempre, in campo e fuori. È una bestia".
IBRAHIMOVIC
Chi invece non gioca più, ma con Nkunku ha condiviso lo spogliatoio, è Zlatan Ibrahimovic, attuale Senior advisor della proprietà rossonera: "Ora lo vedo in giacca, prima con le scarpe da calcio. Per il resto non cambia molto: ha sempre il suo carattere e la sua voglia di vincere. Ricordo che una volta in allenamento ho fatto un errore e la mia squadra, dove c’era pure lui, ha perso la partitella. Non mi ha detto niente a caldo, ma il giorno della partita di campionato, nello spogliatoio, Ibra mi ha chiamato: “Abbiamo perso. Mai più”.
MAIGNAN
C'è spazio anche per la domanda su chi vince nella sfida ai rigori tra lui e Maignan, fresco d rinnovo di contratto: "Direi 50 e 50. Mike ci ha aiutato a fare tanti punti. Ha una grande leadership e nello spogliatoio, quando apre bocca, tutti ascoltano: parla sempre per il bene della squadra. Da vero capitano. Non potevamo dirgli “resta, resta”, ma ora che ha rinnovato il contratto siamo più tranquilli: è una cosa buona per il club che rimanga".
SULLO SCUDETTO
"Il nostro obiettivo è arrivare tra le prime quattro e andare in Champions. Adesso però pensiamo partita dopo partita e alla fine vedremo dove possiamo arrivare. Abbiamo anche il derby, un match speciale".
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