Sampdoria, chi lascerà tra Tey e Manfredi? Nei tre scenari emerge il nome di un fondo di Dubai

Febbraio 19, 2026 - 14:00
 0
Sampdoria, chi lascerà tra Tey e Manfredi? Nei tre scenari emerge il nome di un fondo di Dubai

Per risolvere la disputa tra il presidente blucerchiato e il principale finanziatore ci sarebbero tre scenari: uno condurrebbe ad un fondo di Dubai come investitore

In casa Sampdoria, la sensazione netta è di assistere ad un braccio di ferro tra l'attuale presidente Matteo Manfredi e il principale investitore, Joseph Tey. I rapporti tra i due sono normati da numerose clausole e accordi, ma ad oggi sostanzialmente sembrano sussistere tre scenari principali. Il primo riguarda un’iniziativa diretta del socio di maggioranza economica. Tey, insoddisfatto della gestione, valuterebbe l’ipotesi di liquidare Manfredi. In questa direzione si inseriscono i colloqui per un possibile “waiver” con i creditori, strumento utile a garantire la continuità dei contratti in caso di cambio di proprietà. Al momento non risulta un’intesa sulla buonuscita del presidente. Una possibile leva potrebbe essere quella di parametrizzare gli investimenti alla quota del 58%, chiedendo a Manfredi di coprire il restante 42%, esercitando così una pressione di natura economica.

 

Il secondo scenario, scrive Il Secolo XIX, contempla invece un’iniziativa del presidente. Manfredi starebbe valutando la possibilità di individuare un nuovo investitore, con interlocuzioni che riguarderebbero Paris Society International, realtà collegata al gruppo Accor attraverso la holding Ennismore, attiva nel settore degli hotel di lusso e della ristorazione, con valutazioni di investimento anche nell’area di Portofino. La strategia prevederebbe un accordo privato preliminare, il respingimento di eventuali forzature da parte di Tey e la successiva presentazione di una proposta di acquisto al socio singaporese. In caso di accettazione si aprirebbe la fase di due diligence e quindi la cessione del club.

 

Il terzo scenario riguarda una possibile forzatura da parte di Manfredi. Qualora Tey non accettasse un’eventuale proposta, il presidente potrebbe deliberare un aumento di capitale sfruttando le prerogative connesse alle azioni di classe A. L’entità dell’operazione verrebbe parametrata al piano economico-finanziario, con un fabbisogno diverso a seconda della categoria, maggiore in Serie A e più contenuto in Serie B. Se Tey decidesse di non partecipare all’aumento, si aprirebbe la strada a una progressiva diluzione della sua quota del 58%, con la possibilità di una scalata da parte di Manfredi insieme a un nuovo investitore.

Qual è la tua reazione?

Mi piace Mi piace 0
Antipatico Antipatico 0
Lo amo Lo amo 0
Comico Comico 0
Furioso Furioso 0
Triste Triste 0
Wow Wow 0
Redazione Redazione Eventi e News