Uno sguardo ai migliori del turno di campionato appena concluso
Archiviata la 24esima giornata di campionato, che manca di Milan-Como a causa dell'indisponibilità dello stadio Meazza impegnato per la cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Milano-Cortina, è tempo di schierare la nostra ideale top 11 pescando tra le 9 partite che abbiamo visto e commentato da venerdì a lunedì. Protagonista ovviamente l'Inter, che ha rifilato una cinquina al Sassuolo a Reggio Emilia con tre assist da parte di Dimarco, ma c'è spazio per prestazioni individuali sontuose come quelle di Malen che ha chiuso il turno in Roma-Cagliari o di McTominay che ha segnato da infortunato a Genova.
MONTIPO'
Torna titolare e protegge lo 0-0 tra Verona e Pisa con parate notevoli nella ripresa, specie su Caracciolo e Meister uno dopo l'altro.
BISSECK
Svetta su Thorsvedt e batte Muric con un bel colpo di testa. Però è indisciplinato, e quando il Sassuolo riparte è tra quelli che più sbandano. Passano i minuti e la sua prestazione trova stabilità, anche perché l’Inter prende il largo e il Sassuolo rimane in dieci uomini.
MARIPAN
Gudmundsson o Solomon che sia, non soffre quasi mai nonostante la partita di affanno del Torino soprattutto nella ripresa a Firenze. Provvidenziale il suo goal nel finale.
GHILARDI
Festeggia il riscatto scattato da parte della Roma con una gara di grande spessore e senza subire goal contro un Cagliari fin lì in gran forma.
LUIS HENRIQUE
Produce una discesa e una conclusione che Muric devia in angolo, da quel corner l'Inter trova il vantaggio. Nel secondo tempo dilaga, con il Sassuolo in dieci uomini e sotto di 4 reti. A fine gara approfitta di una respinta di Muric, stoppa il pallone e di destro, da posizione leggermente defilata, manda la palla all’incrocio sul palo lontano.
MCKENNIE
Ha ragione Spalletti, è lui il vero centravanti di questa Juve. Prestazione totale e ancora un goal a referto. Insostituibile, il migliore dei suoi.
MCTOMINAY
Segna un goal strepitoso e combatte su ogni pallone. Fin qui le aveva giocate tutte e si deve fermare a fine primo tempo per un dolore fisico. Stoico.
DIMARCO
Se l’Inter non va sotto di un gol dopo appena un minuto di gioco, lo deve a lui, al suo senso di protezione della linea di porta. Da difensore vecchio stampo, con Koné che calcia a porta spalancata, va sulla traiettoria e respinge la conclusione a giro che aveva ormai battuto Sommer. Calcia l’angolo per il colpo di testa-gol di Bisseck e anche la punizione dalla destra, che si stampa sulla traversa. Nel primo tempo trova anche il tempo per l’assist a Thuram, che vale il 2-0: un cross perfetto, solo da spingere in rete.
FAGIOLI
Gioca talmente bene che nessuno si ricorda dell’errore sul goal di Casadei. Senza di lui la Fiorentina non esiste.
SOLOMON
Un fulmine nella notte buia del Franchi. Una speranza di nome Manor, che piazza il pallone là, dove si annidano i nemici dell’igiene, nell’angolo alto della porta. Impatto devastante dell’israeliano e Paratici, in tribuna, approva.
MALEN
I movimenti sono quelli giusti fin dai primi minuti e al nono ha già la prima palla goal, poi con una giocata da grande centravanti porta avanti la Roma. Nella ripresa raddoppia e sigla la terza rete in quattro partite.