Torino, scontri al corteo per Askatasuna. L’agente aggredito: “Ero da solo, ho avuto paura”

Febbraio 1, 2026 - 22:00
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Torino, scontri al corteo per Askatasuna. L’agente aggredito: “Ero da solo, ho avuto paura”

Scene di guerriglia dopo il corteo in sostegno al centro sociale Askatasuna a Torino. Corriere della Sera e Repubblica riportano la testimonianza di Alessandro Calista, 29 anni, l’agente vittima di un pestaggio da parte di un gruppo di manifestanti che lo hanno colpito anche con un martello, in servizio al Reparto mobile di Padova a Torino. “Mi sono ritrovato da solo tra gli incappucciati, non so quanti fossero, ma erano tanti, sono finito per terra, ho perso il casco mentre mi prendevano a calci, ho provato a proteggermi la testa, poi ho sentito un dolore terribile alla coscia” e ancora: “Sto bene e vi ringrazio per la vicinanza, ho fatto solo il mio dovere”.

La presidente del Consigli Giorgia Meloni è arrivata all’ospedale Molinette di Torino dove sono ricoverati alcuni dei rappresentanti delle forze dell’ordine feriti negli scontri di ieri. Tra loro Alessandro Calista, 29 anni, vittima del pestaggio da parte di un gruppo di manifestanti. Nelle immagini diffuse dell’incontro, la premier saluta gli agenti ricoverati dicendo a due di loro “Grazie per il vostro lavoro”. Mentre stringe la mano a un ferito, l’agente spiega le difficoltà affrontate, sottolineando che “Sono molto organizzati”. Poi ringrazia la presidente del Consiglio per la visita. “Stai scherzando? Che potevo mancare?“, replica la premier prima di dire, stringendo le mani del poliziotto: “Dai eh”, per poi congedarsi. Nel video uno dei medici presenti durante la visita della premier riferisce che i feriti hanno “diverse escoriazioni senza fratture e resteranno in osservazione 24 ore”

Torino, scontri al corteo per Askatasuna. L’agente aggredito: “Ero da solo, ho avuto paura”
Giorgia Meloni in visita all’ospedale Le Molinette di Torino (Foto da Palazzo Chigi)

Meloni: “E’ tentato omicidio, non una protesta”

“Ora sarò chiara. Questi non sono manifestanti. Questi sono criminali organizzati. Quando si colpisce qualcuno a martellate, lo si fa sapendo che le conseguenze possono essere molto, molto gravi. Non è una protesta, non sono scontri. Si chiama tentato omicidio”. Lo su X la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni che stamani ha fatto visita agli agenti feriti negli scontri di ieri a Torino. “Questa mattina sono stata all’ospedale Le Molinette di Torino per portare, a nome dell’Italia, la solidarietà a due degli agenti rimasti feriti negli scontri di ieri e, attraverso loro, a tutti i militari e gli appartenenti alle Forze dell’ordine coinvolti – afferma – Alessandro ha 29 anni, Lorenzo ne ha 28. Contro di loro martelli, molotov, bombe carta ripiene di chiodi, pietre lanciate con le catapulte, oggetti contundenti di ogni genere e jammer per impedire alla polizia di comunicare. ‘Erano lì per farci fuori’, ha detto un agente. 

Meloni: “Valutiamo nuove norme”

“Mi aspetto che la magistratura valuti questi episodi per quello che sono, senza esitazioni, applicando le norme che già ci sono e consentono di rispondere in modo fermo, perché non si ripeta che alla denuncia dei responsabili non segua nulla, come purtroppo è accaduto troppe volte. Se i poliziotti avessero reagito agli aggressori sarebbero già iscritti nel registro degli indagati, e probabilmente ci sarebbe qualche misura cautelare a loro carico. Ma se non riusciamo a difendere chi ci difende, non esiste lo Stato di diritto”, afferma ancora la premier. “Per quanto riguarda il Governo, ho convocato una riunione per domattina per parlare delle minacce all’ordine pubblico di questi giorni e per valutare le nuove norme del decreto sicurezza. Faremo quello che serve per ripristinare le regole in questa Nazione”.

Oltre 100 feriti tra le forze dell’ordine

Sono oltre 100 i feriti tra le forze dell’ordine negli scontri di ieri a Torino, contro lo sgombero del centro sociale Askatasuna. Di questi 96 agenti di polizia, 7 della guardia di finanza e 5 carabinieri. 

Il sindaco di Torino: “Dal governo solidarietà alla città”

“Questa mattina la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni è stata a Torino per incontrare gli agenti delle forze dell’ordine rimasti feriti negli scontri di ieri e mi ha espresso la piena solidarietà del Governo alla Città di Torino. Le istituzioni, a ogni livello, sono salde, compatte e unite nel condannare senza esitazioni ogni forma di violenza e nel ribadire il rispetto dei principi di legalità e convivenza civile. Confidiamo che i responsabili vengano rapidamente identificati e assicurati alla giustizia, affinché rispondano pienamente delle loro azioni criminali. Così il sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, che ha “confermato anche a lei che la Città di Torino si costituirà parte civile in tutti i procedimenti giudiziari a tutela della comunità, del patrimonio pubblico e dell’interesse collettivo”. 

Il Pd: “Violenza inaccettabile, condanna senza esitazioni”

 “La violenza è inaccettabile. Solidarietà agli agenti e ai giornalisti colpiti. La condanna contro chi usa la forza non può avere esitazioni. Non esistono ragioni che possano rendere meno gravi l’aggressione del poliziotto rimasto ferito ieri”. Così in una nota Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati

Cucchi (Avs): “Criminali vigliacchi”

“La violenza di pochi sta vanificando il valore delle manifestazioni per la tutela dei diritti umani e civili. Sono molto arrabbiata per ciò che è accaduto ieri alla manifestazione di Torino. Voglio esprimere la mia solidarietà più sincera e sentita a giornalisti ed agenti vittime di aggressioni criminali e vigliacche che, purtroppo, secondo un copione oramai noto, si ripetono ad ogni mobilitazione civile per la tutela dei valori democratici messi in crisi dal governo del Paese”. Così la senatrice di Avs Ilaria Cucchi in una nota. “Io mi rivolgo proprio a voi, criminali – prosegue -. Vorrei parlare con voi per chiedervi cosa c’è nella vostra testa. Quale eroico coraggio pensate di avere nell’usare la violenza così come puntualmente fate ad ogni pacifica manifestazione popolare? Delle due l’una: o non siete in grado di comprendere la gravità di ciò che avete fatto oppure conoscete perfettamente i risultati e le conseguenze del vostro operato. Se non vi rendete conto di ciò che avete fatto ve lo spiego io. Stiamo tutti lottando per la difesa della libertà dei cittadini criticando le misure liberticide ed antidemocratiche adottate dal Governo. Tantissimi cittadini, soprattutto giovani, scendono in piazza per questo. Dedichiamo ogni energia per queste battaglie per la democrazia e per i diritti umani. Sempre in modo pacifico e nel rispetto della legalità. Pensate di esser stati bravi o, pensate di essere degli eroi? No. Non lo siete. Anche oggi noi abbiamo perso. Se sapete leggere guardate i comunicati politici ed istituzionali che stanno uscendo ogni minuto. Volevate ottenere proprio questo? Io penso proprio di si e, se ho ragione, ditemi perché! Comunque sia ai miei occhi siete solo dei criminali vigliacchi che danno sfogo ad una violenza folle nascondendosi dietro i volti di una moltitudine di ragazzi sani e pacifici che crede ancora nei miei valori, nei valori di tutti noi. Rifletterci per favore”.

Tajani: “Approvare il pacchetto sicurezza”

 “Il pacchetto sicurezza del governo è il miglior antidoto per bloccare da subito il tentativo dell’estrema sinistra di riportare la violenza nelle strade delle città italiane. Mai più quello che si è visto ieri a Torino! Mai più quello che abbiamo visto negli anni 70 e 80! Tutte le forze politiche isolino i violenti ed approvino il pacchetto sicurezza. Le istituzioni si uniscano a sostegno della democrazia e della libertà ed in difesa delle forze dell’ordine”. Così il vicepremier Antonio Tajani sui social. 

Salvini: “Subito nuovo pacchetto sicurezza”

 “I gravissimi scontri di Torino impongono alcune scelte: nessuna tolleranza con i violenti, subito il nuovo pacchetto sicurezza che prevede più tutele alle Forze dell’Ordine, e soprattutto l’obbligo di una cauzione per chi scende in piazza come proposto dalla Lega. Manifestare è legittimo, sfasciare le città e picchiare poliziotti no”. Così il vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini su X. 

Crosetto: “Bande armate, non manifestanti”

 “Non sono manifestanti, sono guerriglieri, sono bande armate che hanno come obiettivo quello di colpire lo Stato e chi lo serve. Non un Governo ma lo Stato. Supportarli, accettarli, giustificarli, cercare di sminuire é, a mio avviso, inaccettabile. Devono essere combattuti come sono state combattute le Brigate Rosse e non essere trattati come ‘compagni che sbagliano’. Il giudizio di fronte a questi fatti deve vederci tutti uniti come lo furono le forze politiche negli anni del terrorismo. Non è in gioco una parte politica ma la Repubblica Italiana”. Così su X il ministro della Difesa Guido Crosetto. “Sono stato per una breve vista al Comando Provinciale dei Carabinieri a Torino dove ho incontrato alcuni Carabinieri che si sono trovati coinvolti nella guerriglia urbana scatenata ieri dai militanti vicini ad Askatasuna. Oltre 1000 persone. Organizzate militarmente. Con una strategia da guerriglia urbana, divisi in due grandi blocchi. Bombe carta piene di chiodi, molotov, jammer per impedire le comunicazioni tra le forze dell’ordine, spranghe di ferro, scudi, maschere, occhiali di protezione, maschere antigas, caschi, catapulte per lanciare pietre enormi”, scrive. 

Cirio: “Lo Stato c’è”

 La premier Giorgia Meloni “si è informata delle condizioni di salute direttamente dai ragazzi e parlando anche direttamente con tutta l’equipe medica”. Lo ha riferito Alberto Cirio, presidente della Regione Piemonte, in merito alla visita della Presidente del Consiglio ai feriti negli scontri avvenuti ieri a Torino contro lo sgombero di Askatasuna. “È stato un momento istituzionale, ma anche un momento affettuoso e personale verso due servitori dello Stato che sono uno di fronte all’altro in questi letti di ospedale, come ieri erano insieme sulla piazza – ha raccontato – Da una parte c’è il poliziotto che abbiamo visto a terra e dall’altra parte c’è il suo collega che è andato a proteggerlo con lo scudo e credo che questa rimarrà come immagine. È una visita molto apprezzata dai ragazzi, molto apprezzata dalle istituzioni, molto apprezzata dal Piemonte perché è un ulteriore segno e testimonianza che lo Stato c’è, è un ulteriore segno e testimonianza che il bene è dalla parte delle divise – ha affermato – e la presenza della Presidente del Consiglio a testimoniare tutto questo, la solidarietà, la vicinanza agli uomini e alle donne delle forze dell’ordine, io credo che sia una prima grande risposta ai fatti vergognosi che si sono verificati ieri in questa città”. “Askatasuna è la privazione della libertà, è la violazione della libertà, è la violazione della legalità – ha sottolineato – E tutto questo, come continuiamo a dire da anni, è totalmente incompatibile con la vita di una comunità democratica e con i principi della nostra Costituzione”.

Anpi: “Solidarietà all’agente, sdegno per i delinquenti”

Solidarietà totale verso l’agente di polizia picchiato con estrema violenza, verso i giornalisti RAI aggrediti e minacciati e verso l’intera città di Torino. Sdegno e condanna per le azioni di bande di delinquenti mascherati che sono riusciti a oscurare una grande e pacifica manifestazione popolare”. Così l’Anpi nazionale e l’Anpi provinciale Torino in merito agli scontri di ieri nel capoluogo piemontese alla manifestazione per Askatasuna.

L’ex Pd Esposito: “Inaccettabile chi a sinistra copre i delinquenti”

 “È inaccettabile che ci sia qualcuno a sinistra che continua a dare copertura politica a questi delinquenti”. Lo dice in una intervista al Corriere della Sera Stefano Esposito, ex pd che ieri ha rilanciato sui social il video del pestaggio all’agente di polizia Alessandro Calista, 29 anni, da parte di un gruppo di manifestanti nel corso degli scontri contro lo sgombero del centro sociale Askatasuna, avvenuto il 18 dicembre scorso. Il tentativo di ‘legalizzare’ il centro sociale da parte del sindaco di Torino Stefano Lo Russo è stato “un drammatico errore”. “Era chiaro fin dall’inizio che non avrebbero mai rinnegato la violenza. Il sindaco alla fine è stato costretto a fare un passo indietro”, afferma. “Da 25 anni io faccio questa battaglia da sinistra. Ed è vero quello che ha detto la procuratrice generale Lucia Musti: c’è in questa città una zona grigia — lei l’ha definita una upper class compiacente — che scambia i teppisti di Askatasuna per i nuovi partigiani, quando invece sono dei fascisti. Quelli che da trent’anni hanno fatto di Torino e della Valle di Susa, con la lotta No Tav, il laboratorio dell’antagonismo e della violenza politica. Basta coprire una banda di teppisti sotto le mentite spoglie della sacrosanta libertà di manifestare. La sinistra non può essere complice”, sottolinea.

Avs: “La violenza ci disgusta”

“E’ stata una manifestazione di massa, con quasi 50.000 persone in piazza a difesa degli spazi sociali e di Askatasuna nonostante il clima di tensione montato ad arte per settimane. Non avrebbe mai dovuto finire con una guerriglia urbana senza controllo che non serve a nessuno, danneggia chi prova a resistere a repressione e militarizzazione e fa male a tutta la città. Quella del poliziotto a terra colpito ripetutamente è un’immagine che non avremmo mai voluto vedere e che ci disgusta, così come l’aggressione ai giornalisti della Rai. Questi fatti non devono cancellare la risposta unica di oggi della cittadinanza e una grande giornata di partecipazione, con un corteo enorme che ha resistito a un contesto anomalo di militarizzazione di un intero quartiere e a un Governo che progetta di distruggere tutti i luoghi di alterità che esistono e resistono in Italia, luoghi che possono diventare bene comune, trasformarsi ed essere parte di nuovi percorsi come stava avvenendo a Torino, ma che non si possono cancellare dalle nostre mappe culturali, solidali e sociali”. Così Marco Grimaldi, Vice Capogruppo AVS alla Camera dei Deputati, Alice Ravinale Capogruppo AVS in regione e Sara Diena Capogruppo SE in Comune, in una nota.

“Quella scena ci disgusta, non doveva succedere e lo dico chiaramente a chi ha commesso quel reato: così si fa il gioco di chi vuole i decreti sicurezza e di chi descrive Torino come il centro dell’eversione italiana, mentre invece sta diventando un laboratorio di repressione come sanno bene i No Tav e come abbiamo visto con il caso Shahin. Vogliono prendersi lo scalpo di Torino per via militare, magari per giustificare una prossima Minneapolis anche in Italia”. Lo dice in una intervista a Repubblica Marco Grimaldi, deputato di Avs, presente ieri al corteo per Askatasuna a Torino. “Credo che quel modello di repressione del dissenso sia quello che vuole questo governo, così come far diventare gli antifascisti come fossero i nemici numero uno di questo Paese – afferma – Ma dico una cosa ai movimenti: attenzione a non fare quello che la destra si aspetta, a cadere nelle provocazioni, a essere il nemico che loro vogliono”. “Non ci vergogniamo. Il corteo ha percorso chilometri ed è stato pacifico, abbiamo camminato fino alla fine con migliaia di persone, con famiglie, anziani che ci ringraziavano perché eravamo lì. Uno spezzone si è staccato e per 50 metri ci sono stati scontri”, sottolinea.

Renzi: “Violenti vadano in galera per anni”

 “Alessandro non ha ancora 30 anni. Fa il poliziotto, ha un figlio, serve il suo Paese. È stato picchiato ieri sera da persone violente, cattive, ideologiche. Chi ha picchiato Alessandro deve essere assicurato alle patrie galere per anni. E chi difende i violenti non merita alcuna comprensione. Solidarietà ad Alessandro e alla Polizia di Stato senza se e senza ma”. Lo scrive su X Matteo Renzi, leader di Italia Viva.

Giuli: “Condanno la violenza estremista”

 “Solidarietà all’agente aggredito e condanna della brutale violenza estremista, a sfondo ormai semi eversivo, dei ‘miliziani’ di Askatasuna. Invito a una riflessione unanime sulla necessità di proteggere gli spazi di civiltà e di libertà d’espressione sapendo tenerli distinti da ogni ambigua ombra che rievoca il peggiore secondo Novecento”. Così il ministro della Cultura, Alessandro Giuli

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