Trapianto Napoli, i medici: “Condizioni del bambino gravi ma stabili”

Febbraio 16, 2026 - 02:30
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Trapianto Napoli, i medici: “Condizioni del bambino gravi ma stabili”

Le condizioni del bambino ricoverato in terapia intensiva all’ospedale Monaldi di Napoli dal 23 dicembre, dopo avere ricevuto un cuore risultato compromesso “si presentano stabili, in un quadro di grave criticità”. E’ quanto riferisce l’Azienda dei Colli che spiega che “il piccolo è ricoverato in terapia intensiva sotto stretto monitoraggio assistenziale e strumentale e di consulenze specialistiche. Allo stato il paziente permane in lista trapianto fino a nuova valutazione”. L’ospedale conferma “che il Polo di Cardiochirurgia dell’Azienda dei Colli è da sempre in rete con le principali strutture mediche del Paese che si occupano della materia. La Direzione, nel ribadire il proprio impegno ad assicurare trasparenza e collaborazione con le autorità ispettive e giudiziarie, garantisce ogni supporto necessario alle determinazioni clinico – terapeutiche ed assistenziali assunte dai medici curanti nell’esclusivo interesse del paziente”.

Ospedale Bambino Gesù: “Condizioni incompatibili con nuovo trapianto”

“Il paziente presenta controindicazioni contingenti maggiori” quali “emorragia cerebrale e infezione attiva” associate a un quadro di “condizioni sistemiche incompatibili con un trapianto simultaneo combinato e a fattori clinici prognostici altamente sfavorevoli per ritrapianto precoce”. E’ quanto scrive l’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma nella consulenza specialistica inviata al Monaldi sul caso del bambino ricoverato nell’ospedale napoletano dopo aver ricevuto il trapianto di un cuore risultato compromesso. La consulenza è stata letta dall’avvocato Francesco Petruzzi in diretta a ‘Domenica In’. Alla luce degli elementi clinici disponibili per l’ospedale romano “non si ravvisano indicazioni a procedere a un trapianto cardiaco allo stato attuale”.

Usato box ‘non tecnologico’ ma decisivo il ghiaccio secco

Il contenitore utilizzato per il trasporto del cuore destinato al trapianto su un bambino di due anni ricoverato all’Ospedale Monaldi, e sequestrato dai Carabinieri del Nas di Napoli, era di tipo “non tecnologico”, pur trattandosi di un box normalmente in uso nella struttura per questo tipo di trasporto, anche se potrebbe non essere dotato di tutte le specifiche caratteristiche dei dispositivi più avanzati progettati per la conservazione degli organi a temperatura controllata. È quanto apprende LaPresse da fonti informate, che tuttavia precisano come la tipologia del contenitore non sia considerata determinante: il fattore di danno sarebbe invece riconducibile all’impiego di ghiaccio secco in luogo di quello tradizionale.

La mamma: “Mi dissero solo che il cuore non ripartiva

 “Aspettavamo da due anni questo trapianto, ma non è andata come speravamo. Mi hanno chiamato dopo l’operazione dicendomi che c’era un problema e il cuoricino non partiva. All’inizio non mi sono fatta troppe domande, perché il dolore era troppo grande.Poi con il mio avvocato abbiamo cercato di capire presentando delle denunce. Infine qualche anima buona ha fatto sapere ai giornali il vero motivo per cui mio figlio lotta tra la vita e la morte”. Così Patrizia Mercolino, madre del bambino ricoverato al Monaldi di Napoli dopo aver ricevuto il trapianto di un cuore risultato compromesso, in collegamento a ‘Domenica In’. “Ora provo solo dolore e tanta voglia che mio figlio torni a casa. Non sto sperando che muoia un altro bambino per dare il cuore a mio figlio. Vorrei arrivare alle persone in alto, magari fare un appello al Papa, affinché qualcuno mi aiuti a trovare un cuoricino”.

Schillaci: “Caso inaccettabile, chiariremo responsabilità”

“Quanto è accaduto è inaccettabile e attendiamo di verificare le responsabilità. Detto ciò, ribadisco che la sicurezza delle cure è un impegno costante a tutti i livelli, cioè ministero, Regioni, aziende sanitarie e ospedaliere, per garantire che ogni paziente riceva sempre la migliore assistenza con il minimo rischio di danno alla salute”. Così il ministro della Salute Orazio Schillaci intervistato da Repubblica.”Ho dato disposizione, appena ho appreso la notizie, di inviare gli ispettori, perché i controlli sulla sicurezza dei pazienti sono uno dei compiti prioritari del ministero – afferma il ministro -. Ci troviamo di fronte a un caso particolarmente grave e anche noi facciamo la nostra parte per verificare cosa sia accaduto”. “Dobbiamo accertare che i protocolli siano stati rispettati o se c’è stata qualche mancanza in una o più fasi della donazione e del Trapianto in questione”, conclude.

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Redazione Redazione Eventi e News