Zoe Trinchero uccisa e gettata nel fiume a Nizza Monferrato, arrestato l’ex che “non sapeva accettare un rifiuto”

Febbraio 9, 2026 - 15:00
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Zoe Trinchero uccisa e gettata nel fiume a Nizza Monferrato, arrestato l’ex che “non sapeva accettare un rifiuto”

Zoe Trinchero, 17 anni, è stata uccisa e gettata nel fiume a Nizza Monferrato (Asti) dal suo ex, 20enne, che “non ha saputo accettare un ‘no’“. Il giovane è stato fermato e ha confessato.

Prima è stata colpita brutalmente e poi è stata gettata in un corso d’acqua. È morta così Zoe Trinchero, 17enne trovata senza vita nel fiume Bembo poco dopo la mezzanotte di sabato a Nizza Monferrato, nell’Astigiano. I dettagli sul corpo parlano di una violenza feroce: il volto tumefatto, lesioni compatibili con un trauma cranico e segni sul collo. Per la sua morte è stato fermato un giovane, un ventenne che ha confessato davanti al Pm.

Zoe aveva trascorso la serata con alcuni amici. Allontanatasi da sola, sono stati loro a lanciare l’allarme quando non l’hanno più vista tornare. La tragica scoperta è avvenuta nella notte quando un residente, affacciatosi alla finestra, ha scorto una sagoma sul greto del fiume e ha chiamato i soccorsi.

I carabinieri hanno ascoltato gli amici della ragazza

Gli amici sono stati ascoltati dai carabinieri per ricostruire gli ultimi movimenti della ragazza. Le loro dichiarazioni hanno presentato incongruenze, spingendo gli investigatori ad approfondire il contesto. È emerso che il ventenne era un amico del gruppo con cui la ragazza aveva trascorso la serata. L’omicidio è maturato al culmine di una lite. Due o tre anni prima i due avevano avuto una relazione, ma attualmente lui aveva un’altra storia: per questo motivo, il giovane ha negato che alla base della discussione vi fossero motivi sentimentali. A quanto apprende LaPresse, il ragazzo – che in passato ha praticato boxe – avrebbe riferito di aver colpito la ragazza con uno o due pugni. La giovane si sarebbe accasciata e lui, “preso dal panico”, l’avrebbe gettata nelle acque del fiume.

“A uccidere Zoe è stato il suo ex, che non sapeva accettare un no”, ha raccontato a LaPresse un amico della vittima. “Diverse persone mi hanno detto che lui era in mezzo alla folla a piangere e a disperarsi, dando la colpa a un ragazzo di colore che gira per Nizza ed è problematico. Voleva depistare, farla franca”, aggiunge l’amico.

In un primo momento, infatti, il ventenne fermato aveva dichiarato agli inquirenti che ad aggredire la ragazza era stato un giovane di colore. Dettaglio che spiega il perché, subito dopo la diffusione della notizia del ritrovamento, alcune persone si erano radunate davanti all’abitazione di un nordafricano, indicato erroneamente come possibile coinvolto, alimentando il rischio di linciaggio. Il ragazzo, con fragilità psichiatriche, sin da subito è risultato totalmente estraneo alla vicenda.

La salma di Zoe è a disposizione della Procura di Alessandria per l’esame autoptico che chiarirà come sono andate le cose. Il ventenne è stato portato nel carcere di Alessandria in detenzione cautelare.

“Pensare che tua figlia esca di casa e venga uccisa è inquietante”, dice a LaPresse Simone Nosenzo, sindaco di Nizza Monferrato che ha espresso le condoglianze ai famigliari aggiungendo che “se lo vorranno, valuteremo di proclamare il lutto cittadino il giorno dei funerali”.

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Redazione Redazione Eventi e News