Aeroporto, il tapis roulant si può fare “a metà prezzo”. Ma la stazione ferroviaria slitta al 2028

Febbraio 10, 2026 - 10:00
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Aeroporto, il tapis roulant si può fare “a metà prezzo”. Ma la stazione ferroviaria slitta al 2028
Il progetto del

Genova. Il tapis roulant per collegare l’aeroporto di Genova alla ferrovia sopravvive allo scontro tra Comune e ministero dei Trasporti. “L’alternativa sarà la stessa, ma noi riteniamo che lo stesso lavoro lo possiamo pagare la metà, quindi non vedo perché lo dobbiamo pagare il doppio“, ha detto il viceministro Edoardo Rixi a margine della conferenza stampa di Aeroitalia al Cristoforo Colombo.

Ma intanto si allungano i tempi per la nuova stazione di via Siffredi, funzionale anche per il polo di Erzelli: la fermata doveva essere pronta a metà 2026, invece le ultime previsioni del ministero parlano di fine lavori nel 2028. Ritardi che pesano anche sui progetti di sviluppo dello scalo, da anni in attesa di compiere un salto di qualità nei volumi di traffico nonostante il record segnato nel 2025.

Il caso moving walkway e lo scontro istituzionale

Il caso è scoppiato la settimana scorsa, quando è emerso che il ministero dei Trasporti ha negato al Comune di Genova la copertura degli extra costi per il moving walkway tra l’aeroporto e la futura stazione dei treni, parte integrante della strategia per far atterrare i crocieristi al Colombo. Il progetto di Rina Consulting, aggiudicato a novembre 2024, prevedeva un quadro economico di 44 milioni a fronte dei 29 milioni finanziati dal Mit tramite apposito protocollo d’intesa. Tursi, dopo aver già ottenuto un ribasso, ha escluso la possibilità di metterci la differenza e così il comitato direttivo è stato sciolto.

Da lì è partito un valzer di accuse incrociate: il Pd ha incolpato Rixi di togliere risorse alla città, il centrodestra ha addossato la responsabilità alla giunta Salis. Poi, in un’intervista al Secolo XIX, la sindaca ha parlato di “atteggiamento punitivo“, mentre quando governava il centrodestra “i soldi c’erano per tutti”.

Rixi adesso butta acqua sul fuoco: “Non è in corso nessuno scontro col Comune di Genova. Il sindaco più volte mi ha attaccato dicendo che io non voglio aiutare la mia città: io voglio aiutare la mia città, quindi spero che la sua percezione sia confutata coi fatti. Però quando si utilizza il denaro pubblico ci sono delle regole che vanno rispettate. Quando ci sono progetti che lievitano oltre la misura consentita, e soprattutto senza delle spiegazioni, questi progetti non possono essere finanziati, a prescindere che siano da Genova o da qualche altra parte del Paese”.

“D’altra parte – ricorda il viceministro – questo aeroporto gode di nuovi investimenti per ben 29 milioni di euro, 11 milioni voluti da me nel decreto Genova, 7 portati dalla Regione Liguria quando governava il centrodestra e gli altri messi dalla società di gestione. Credo che il Comune di Genova debba iniziare a pensare di contribuire all’infrastrutturazione di una città che è importante e che deve avere una visione condivisa. Non sono le differenze politiche che possono far cancellare o ripensare uno sviluppo di una città come Genova. Noi siamo disponibilissimi. Spero che inizino i lavori nei tavoli istituzionali”.

Già negli scorsi giorni le fonti del Mit parlavano di una “soluzione alternativa meno onerosa a carico di Rfi nel prossimo accordo di programma“. Un’impostazione che il ministero avrebbe voluto seguire fin da subito, mentre la giunta Bucci aveva optato per l’intesa istituzionale in modo da mantenere la regia del progetto, nato dopo aver escluso il people mover per questioni di costi (e di tempi). I preventivi sui tavoli del ministero si aggirano intorno ai 20 milioni di euro, mentre le Ferrovie potrebbero realizzare l’opera a una cifra leggermente superiore, stando a quello che dice Rixi.

Tempi lunghi per la stazione ferroviaria Aeroporto-Erzelli

In ogni caso, come si diceva poco fa, non c’è più fretta perché la stazione di Aeroporto-Erzelli, servita dai treni metropolitani sulla linea Savona-Sestri Levante, avrà bisogno almeno di altri due anni per essere completata e messa al servizio dei passeggeri del Cristoforo Colombo e degli utenti del parco scientifico-tecnologico.

Da quanto si apprende, i ritardi sarebbero dovuti in parte al mancato rispetto del cronoprogramma da parte della ditta Imaf, vincitrice di un appalto da 20 milioni di euro, e in parte agli intoppi con la risoluzione delle interferenze coi sottoservizi, in particolare le tubazioni di Ireti. Già dallo scorso anno – fa sapere Rfi – sono state intraprese “azioni verso la ditta al fine di incrementare la produttività del cantiere” in accordo col collegio consultivo tecnico. Ad oggi è in “corso di affinamento” una nuova “programmazione temporale dei lavori” che sarà oggetto di monitoraggio nei futuri incontri col comitato.

Torna in dubbio la funicolare

E mentre Rixi blinda il tapis roulant senza rincari sul prezzo, sembra ancora più difficoltoso il cammino per la funicolare che dovrà portare in cima alla collina degli Erzelli. Un anno fa la giunta del reggente Pietro Piciocchi chiedeva 873 milioni al ministero dei Trasporti, di cui 118,4 milioni per l’impianto, comprese stazioni e materiale rotabili. Cifra che il ministero considera troppo onerosa, lasciando in sospeso un collegamento che diventerà necessario con l’insediamento dell’Università e del futuro ospedale.

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Redazione Redazione Eventi e News