Come ci vestivamo nel 2016, oggi
Non è solo nostalgia, il 2016 ha un’eco enorme e i numeri ne sono la prova. L’hashtag #2016 è diventato un contenitore gigantesco: su Instagram supera i 37 milioni di post, mentre su TikTok ha già oltre 1,7 milioni di contenuti associati. Il 2016 sta diventando un rifugio estetico perché viene ricordato come l’ultimo anno davvero leggero dei social, prima che l’algoritmo e la logica della performance trasformassero tutto in una gara di attenzione.
A riaccendere l’entusiasmo contribuisce anche un fattore generazionale: per una parte della Gen Z il 2016 coincide con l’infanzia o la pre adolescenza, quindi torna come mito e come estetica pronta da ricostruire, semplice, riconoscibile, fotogenica. La cosa interessante è la velocità con cui il fenomeno sta crescendo, rimbalzano tra piattaforme, celebrità e utenti comuni. Tornano in circolazione codici estetici completi: filtri, pose, palette, capi simbolo, e soprattutto un certo modo più spontaneo di stare online.
La moda, come sempre, intercetta la corrente e la rende indossabile: non copia il 2016, lo riscrive. Il risultato è un guardaroba che conserva i segni riconoscibili di allora, ma li ripulisce con materiali migliori, linee più adulte e un’idea di stile meno gridata.
Jeans skinny e ankle boots reloaded

Kate Moss nel 2016 e Caroline de Maigret oggi (Getty Images)
I jeans skinny tornano nel radar, ma senza l’effetto compressione di dieci anni fa. La versione 2026 lavora su vita media o alta, denim più strutturato, gamba asciutta ma non strizzata, e un gioco di volumi che riequilibra tutto: blazer morbidi, maglie importanti, cappotti dritti. La chiave è la proporzione, non l’estremizzazione. Nel trend moda 2016 gli ankle boots erano ovunque e la storia oggi si ripete. Le linee però adesso sono più pulite: stivaletti essenziali funzionano con pantaloni cropped e denim aderente, perché slanciano e aggiungono ritmo al look.
Ballerine e mocassini, la comodità diventa cool
Se nel decennio scorso la scarpa flat aveva alternato momenti di gloria a lunghi silenzi, ora torna con verve rinnovata. Ballerine e mocassini aperti sul retro rispondono al bisogno di praticità, ma con un’estetica più affilata: linee sottili, pelle morbida, colori pieni.
La borsa a tracolla torna al centro
Il trend moda 2016 aveva trasformato la crossbody in una it bag: mani libere, tracolla o catena, dimensione media. Nel 2026 lo stesso modello torna, ma con più attenzione alla forma e alla qualità. Funziona perché risolve la vita reale e perché accompagna bene l’idea di look essenziale con un solo dettaglio riconoscibile.
Spalle scoperte, ma con disciplina
Top e abiti off the shoulder erano una firma del 2016, e la formula regge ancora. La versione attuale si allontana dal mood da sera e punta su tagli più architettonici, tessuti compatti, colori neutri o saturi e accessori misurati. Una spalla nuda funziona quando il resto resta sobrio e costruito, e quando il capo ha struttura.
Il ritorno in punta di piedi dei gioielli al collo
Il choker, simbolo immediato della metà degli Anni 2010, rientra in scena, ma più sottile. Meglio una collana corta, un nastro discreto, una catena leggera, qualcosa che incornici il collo. Il 2026 preferisce l’idea di un tocco piuttosto che un
La lingerie esce, ma si stratifica

Da sinistra, Suki Waterhouse nel 2016 (Getty Images) e Tessa Thompson in total look Chanel nel 2026 (Courtesy Chanel)
Slip dress, canotte con bordo in pizzo, top trasparenti: nel 2016 si portavano spesso a contrasto, sopra una T shirt o sotto una giacca. Oggi lo stesso gioco di layering diventa più raffinato, con tonalità vicine, trasparenze controllate, e un’attitudine più quotidiana. Il risultato è sensuale,perfetto anche in città la mattina.
Bomber, T shirt grafiche, loghi…
Bomber satinati, stampe, scritte, loghi vistosi. Nel 2026 questi elementi tornano come citazioni, non come uniforme. Un bomber ben tagliato su un abito essenziale, una T shirt grafica sotto un cappotto importante, un logo usato come dettaglio e non come grido: la nostalgia regge quando diventa ironica e calibrata, e quando un solo pezzo parla per tutti.
Athleisure e sneaker culture, dalla palestra alla città

Da sinistra, Maria Esposito in Gucci oggi e Hailey Bieber nel 2016 (Getty Images)
Nel 2016 leggings e completi da training avevano iniziato a uscire dall’allenamento per conquistare la strada. Oggi l’athleisure è parte del lessico quotidiano, ma cambia qualità: tessuti tecnici migliori, palette più sofisticate, tagli più puliti. Anche le sneakers restano un punto fermo, con la stessa promessa di allora: praticità, freschezza, un’aria sportiva che alleggerisce qualsiasi look look.
Millennial pink e la voglia di colore
Il rosa confetto di quell’epoca aveva invaso beauty e moda, e ora riemerge come nota ottimista. Il modo più attuale di indossarlo è usarlo come colore pieno su un pezzo solo, oppure mescolarlo a toni più scuri e materici, come denim grezzo, pelle, grigio antracite.
The post Come ci vestivamo nel 2016, oggi appeared first on Amica.
Qual è la tua reazione?
Mi piace
0
Antipatico
0
Lo amo
0
Comico
0
Furioso
0
Triste
0
Wow
0




