È morto Dario Antiseri, il più popperiano dei filosofi e il più pascaliano dei cattolici

Ieri è morto Dario Antiseri, che con Giovanni Reale aveva scritto un manuale di storia della filosofia – “Il pensiero occidentale dalle origini ad oggi” – su cui si sono formate intere generazioni di studenti.
Tra i principali studiosi e divulgatori in Italia del pensiero di Karl Popper e della scuola economica austriaca (Carl Menger, Ludwig von Mises, Friedrich von Hayek), univa il rigore dell’epistemologo e del metodologo delle scienze sociali, diffidente verso gli abusi di una ragione scientifica dimentica dei propri limiti, alla fede del cattolico pascaliano, persuaso che la religiosità umana non sia il semplice prolungamento trascendente di un principio di verità razionale.
Mettendo in guardia, sul piano scientifico, dalle tentazioni del pensiero profetico e della secolarizzazione dell’escatologia cristiana, era altrettanto risoluto nel censurare, sul piano religioso, l’errore di confondere fede e ragione e così di trasformare «il messaggio di Cristo in uno strofinaccio dell’argenteria di Aristotele o di Grozio» e la verità del Vangelo in un «assoluto terrestre», da affidare all’imperio del legislatore politico.
Proprio mentre, dopo la fine del partito unico dei cattolici, la politica cattolica si concentrava ed alienava nella difesa dei cosiddetti valori non negoziabili, riducendo la morale cristiana ad una sorta di ortopratica sessuale e procreativa e di etica medica paternalistica, Antiseri iniziò a sfornare una serie di volumi – “Cristiano perché relativista, relativista perché cristiano. Per un razionalismo della contingenza” (Rubettino, 2003), “Relativismo, nichilismo, individualismo: Fisiologia o patologia dell’Europa” (Rubettino, 2005) e “Laicità, le sue radici, le sue ragioni” (2010) – i cui titoli erano, già di per sé, tutto un programma.
In essi spiegava come proprio il relativismo dovesse considerarsi il portato politico più propizio della rivoluzione cristiana e difendeva la società aperta, lo stato di diritto e il costituzionalismo liberale come indispensabili infrastrutture sociali di una libertà creativa e responsabile, perché consapevole dei propri limiti e dunque limitata nelle proprie pretese.
Mentre le avanguardie anti-relativiste marciavano spedite verso un clericalismo devotamente ateo, Antiseri si permetteva scandalosamente di difendere anche il nichilismo, cioè la disperazione di raggiungere, con mezzi puramente umani, il senso della vita e della storia, come «sorgente di tolleranza e insieme riconquista dello spazio del sacro».
Il cattolicesimo popperiano di Antiseri lo ha tenuto per tutta la vita al riparo sia dal costruttivismo scientista che dall’assolutismo dogmatico, isolandolo in una posizione scomoda e apparentemente equivoca: quella del liberale, la cui teoria della libertà parte dalla debolezza dell’arbitrio e dalla fallibilità dell’intelletto umano, e del cattolico, la cui idea della fede parte proprio dalla consapevolezza che «la presunzione di sapere, di conoscere, al di fuori della Sacra Rivelazione, che cosa sia il vero bene» è «una presunzione anticristiana» e dunque la verità del Vangelo può essere solo accolta, ma non posseduta, e testimoniata, ma non imposta.
Nel suo ultimo articolo, pubblicato con Flavio Felice su Il Foglio nel settembre scorso invitava allo scetticismo – anzi, a qualcosa di più e di peggio – contro l’illusione di risolvere le difficoltà delle società liberali rinnegando i «weak goods: società aperta, globalizzazione e discussione critica» e facendo «risorgere gli strong goods: la religione, la nazione e i sentimenti familiari» e così trasformando la cosiddetta democrazia post-liberale in una «via della schiavitù», uguale e contraria a quella comunista.
Un monito che rimarrà inascoltato tra i sovranisti domestici, per cui il cristianesimo è solo l’alibi ideologico e la maschera di scena del nazionalismo e del fanatismo.
L'articolo È morto Dario Antiseri, il più popperiano dei filosofi e il più pascaliano dei cattolici proviene da Linkiesta.it.
Qual è la tua reazione?
Mi piace
0
Antipatico
0
Lo amo
0
Comico
0
Furioso
0
Triste
0
Wow
0




