In Europa la geotermia di nuova generazione può rimpiazzare il 42% del gas e del carbone

Febbraio 10, 2026 - 11:00
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In Europa la geotermia di nuova generazione può rimpiazzare il 42% del gas e del carbone

L’Europa e l’Italia in particolare – con le prime cinque lampadine accese col calore della Terra nel 1904, a Larderello in Toscana – rappresentano la culla tecnologica della geotermia, una fonte rinnovabile che da sola ha la potenzialità per soddisfare 140 volte l’attuale fabbisogno elettrico globale, ma che di fatto è ancora limitata ad applicazioni di nicchia perché oggi circoscritta alle aree geografiche più favorevoli.

In Europa ci sono 147 centrali geotermoelettriche in funzione per oltre 3,5 GW di potenza installata, in grado di generare 20 TWh di elettricità, quasi esclusivamente in Italia, Islanda e Turchia; a livello globale si arriva a 99 TWh, ovvero meno dello 0,5% della produzione elettrica. Adesso però le tecnologie geotermiche di nuova generazione, come i sistemi geotermici potenziati – Egs aprono nuovi orizzonti: non sono necessariamente migliori delle tecnologie tradizionali (che anzi hanno dimostrato affidabilità per oltre un secolo), ma rendono raggiungibili le risorse geotermiche in aree geografiche dove altrimenti sarebbero rimaste inaccessibili.

Secondo una nuova analisi prodotta dal think tank climatico Ember, in Europa la geotermia di nuova generazione permetterebbe di istallare nuove centrali per 43 GW e sarebbe in grado di produrre 301,3 TWh di elettricità all'anno a costi inferiori ai 100 €/MWh , paragonabili a quelli dell'elettricità prodotta da carbone e gas. In altre parole, sarebbe in grado di rimpiazzare il 42% della produzione di elettricità da questi due combustibili fossili, sostituendola con un’energia rinnovabile e sostenibile.

«Il Piano d'azione geotermico dell'Ue deve includere impegni chiari per liberare il settore energetico europeo dalla costosa dipendenza dai combustibili fossili – commenta il direttore politico del Consiglio europeo per l'energia geotermica (Egec), Sanjeev Kumar – Il potenziale di sostituire il 42% della produzione di energia da carbone e gas con la geotermia è semplicemente troppo significativo per essere ignorato. Il rapporto di Ember evidenzia il ruolo cruciale della geotermia nel fornire energia a prezzi accessibili, sicurezza e competitività. Coi ministri dell'Energia e il Parlamento europeo che chiedono azioni concrete, ora spetta alla Commissione europea rimuovere gli ostacoli alla diffusione massiva della geotermia».

Comer ricordano dall’Ingv, l’energia geotermica sfrutta il calore naturale del nostro pianeta e il suo gradiente geotermico, che nei primi chilometri della crosta terrestre è in media di circa 3°C ogni 100 m di profondità, generato dal calore primordiale di formazione della Terra e dal decadimento degli isotopi radioattivi dei quali sono ricche alcune rocce metamorfiche e ignee. Dove la crosta è più sottile (ad esempio nelle aree vulcaniche o nelle aree di assottigliamento crostale) il gradiente geotermico cresce fino a 10°/100 m ed è possibile sfruttare il calore anche a basse profondità (100-1000 m). 

Laddove il gradiente geotermico è elevato, ma non è presente naturalmente una circolazione idrotermale adeguata alla produzione di corrente elettrica, ricorrono in aiuto alcune tecniche capaci di aumentare la permeabilità delle rocce cristalline (Hot Dry Rocks). In questo caso i campi geotermici vengono comunemente indicati con l’acronimo Egs, e la loro caratteristica principale è la presenza di pozzi capaci di iniettare ad alta pressione fluidi nel sottosuolo a profondità di diversi chilometri (> 3 km), in grado di creare un network di fratture e quindi di generare un serbatoio geotermico artificiale.

Ad oggi sono stati realizzati oltre 100 progetti Egs in tutto il mondo, con l'Europa che rappresenta la quota maggiore (42), seguita da Stati Uniti (33), Asia (15) e Oceania (12). Più recentemente, i progetti Egs sono passati dalla dimostrazione commerciale allo sviluppo su larga scala. Anche i sistemi geotermici avanzati stanno progredendo, con il primo progetto europeo a circuito chiuso ora operativo come centrale elettrica connessa alla rete in Germania.

Nonostante questi progressi, l'Europa rischia di perdere terreno. Le lunghe procedure di autorizzazione, il supporto nazionale incoerente e l'assenza di una strategia coordinata dell'Ue di politiche di accompagnamento hanno rallentato la diffusione commerciale.

Diversi Stati membri, tra cui Austria , Croazia , Francia , Ungheria , Irlanda e Polonia, hanno sviluppato roadmap nazionali per la geotermia volte a sostenere gli investimenti nel sottosuolo; nel 2024, sia il Consiglio che il Parlamento europeo hanno espresso il loro sostegno all'accelerazione della geotermia e hanno proposto un'Alleanza geotermica europea, che sarà istituita dalla Commissione. Tuttavia, tradurre il riconoscimento strategico in implementazione dipenderà da come la geotermia verrà integrata nei più ampi strumenti politici dell'Ue, con Ember a indicare tre aree chiave sulle quali concentrare i progressi:

  1. Ridurre il rischio di investimento, accelerare l'implementazione di strumenti condivisi di mitigazione del rischio e finanziamenti Ue mirati per progetti di energia geotermica su larga scala;
  2. Eliminare i colli di bottiglia normativi e geologici, attraverso procedure di autorizzazione semplificate e un accesso coordinato ai dati del sottosuolo;
  1. Garantire che il valore della geotermia sia pienamente riconosciuto nella progettazione del mercato elettrico, nella pianificazione energetica e nella modellazione energetica e climatica dell'Ue, riflettendo il suo ruolo come fonte di energia stabile e a basse emissioni di carbonio.

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Redazione Eventi e News Redazione Eventi e News in Italia