Lavoro, per 4 italiani su 10 conta il benessere più dello stipendio

Febbraio 4, 2026 - 13:00
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Lavoro, per 4 italiani su 10 conta il benessere più dello stipendio

Non è più solo una questione di stipendio: per 4 candidati italiani su 10 l’equilibrio vita privata-professionale è un fattore decisivo nella scelta del lavoro. Dall’altra parte, le aziende che non incontrano le aspettative dei professionisti

L’equilibrio fra la vita professionale e quella privata è, oggi, un fattore determinante nella ricerca di un impiego per ben 4 candidati italiani su 10 (40%).

Un dato che fotografa il cambiamento in atto nel mercato del lavoro e che emerge dallo Smarter Hiring Report, l’indagine internazionale condotta dal portale specializzato per chi cerca e offre lavoro Indeed, in collaborazione con Yougov, su un campione di 9.300 persone in 12 mercati globali.

Secondo la ricerca, anche in Italia il lavoro è sempre più guidato da una nuova scala di valori. Se fino a pochi anni fa la retribuzione rappresentava la priorità assoluta, oggi – pur restando un elemento cruciale – non è più l’unico criterio in grado di orientare le scelte dei professionisti.

Un segnale chiaro delle trasformazioni che stanno attraversando il mercato del lavoro italiano e, più in generale, la società, impegnata a ridisegnare le proprie priorità.

I dati parlano chiaro: il benessere supera lo stipendio come principale fattore decisionale. La retribuzione, infatti, è indicata come elemento prioritario (solo) dal 26% dei candidati.

Seguono, nella graduatoria dei fattori più rilevanti, la crescita professionale (14%), le opportunità di apprendimento (8%) e, infine, i benefit (7%).

Il benessere non è più soltanto un’aspirazione, ma un vero e proprio criterio di selezione attivo: i candidati lo utilizzano per valutare – e se necessario scartare – le aziende. Spesso, ancor prima di presentarsi a un colloquio.

L’indagine evidenzia come i professionisti non cerchino più esclusivamente un compenso economico, ma un ambiente di lavoro capace di rispettare e sostenere l’equilibrio di vita.

Tuttavia, comprendere se un’azienda sia realmente attenta a questi aspetti resta complesso: il 13% dei candidati italiani indica tra le principali difficoltà nella ricerca di un impiego proprio quella di capire la cultura aziendale prima di candidarsi.

Aspettative contro realtà: cosa pensano le aziende italiane

Tuttavia, il cambio di paradigma delineato dalla ricerca non sembra andare di pari passo con le strategie adottate dai datori di lavoro.

A fronte del 40% dei candidati che reputa l’equilibrio vita-lavoro fondamentale, solo il 17% delle aziende italiane lo considera l’elemento più attrattivo da comunicare nella propria offerta. Il dato più basso tra i 12 Paesi esaminati.

Una discrepanza definita, leggiamo nel report di Indeed, “disconnessione sulle aspettative“. Al contrario, le imprese tendono a puntare sulla crescita professionale, ritenuta centrale dal 24% dei datori di lavoro, ma considerata prioritaria soltanto dal 14% dei candidati.

Anche sul fronte della retribuzione emergono divergenze: lo stipendio base viene visto come leva principale di attrazione da appena il 13% delle aziende.

Ne risulta un divario evidente tra le aspettative dei professionisti – sempre più orientate al benessere e a un equilibrio sostenibile tra vita e lavoro – e un approccio aziendale ancora ancorato a modelli tradizionali.

Una distanza che rischia di tradursi in una minore capacità delle imprese di attrarre e trattenere i talenti migliori.

Crediti immagine: Depositphotos

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Redazione Eventi e News Redazione Eventi e News in Italia