Mobilità sostenibile a Pisa: serve un progetto organico, non interventi spot
Elisa Giuliani, prorettrice Sostenibilità e Agenda 2030, e Marco Avvenuti, referente Mobilità della Commissione per lo Sviluppo Sostenibile, esprimono il loro parere sulla mobilità sostenibile nella città di Pisa, in cui la comunità che circola attorno all’ateneo conta circa 50.000 persone – tra studenti e personale – che si muovono ogni giorno
La mobilità urbana viene sempre più riconosciuta come infrastruttura strategica per salute, sicurezza e transizione ecologica. A Pisa, secondo l’Università, serve una visione integrata capace di orientare politiche, investimenti e scelte urbane di lungo periodo.
Secondo la posizione espressa da Elisa Giuliani, prorettrice alla Sostenibilità e Agenda 2030, e da Marco Avvenuti, referente per la mobilità della Commissione per lo Sviluppo Sostenibile dell’Università di Pisa, la mobilità sostenibile non può essere interpretata come una politica settoriale o meramente green.
La riconversione dello spazio urbano sottratto al traffico e alla sosta veicolare consente di creare aree verdi, alberature e spazi ombreggiati, contribuendo alla mitigazione climatica e al miglioramento del benessere psicofisico.
Al tempo stesso, una città più accessibile a pedoni e ciclisti rafforza l’inclusione sociale e l’autonomia delle fasce più fragili della popolazione.
Il ruolo dell’Università come attore urbano
L’Università di Pisa rappresenta una comunità di circa 50.000 persone che quotidianamente si spostano all’interno della città e verso l’area vasta.
Per la Commissione per lo Sviluppo Sostenibile, promuovere spostamenti sicuri e sostenibili è una responsabilità che incide direttamente sulla salute collettiva e sulla qualità della vita urbana.
Giuliani e Avvenuti sottolineano come l’ateneo abbia assunto questo impegno anche sul piano istituzionale, dotandosi di strutture dedicate e mettendo a disposizione competenze scientifiche utili alle politiche pubbliche locali.
I dati sulla qualità dell’aria, infatti, indicano che a Pisa le concentrazioni di Pm10 e Pm2.5, pur nei limiti normativi, restano prossime a soglie critiche.
La posizione dell’Università richiama il rapporto Mal’Aria di città 2024, che evidenzia la necessità di ulteriori riduzioni delle polveri sottili per centrare gli obiettivi europei al 2030.
Il traffico veicolare continua a rappresentare una delle principali fonti emissive in ambito urbano, rendendo la mobilità una misura di prevenzione sanitaria fondata su evidenze scientifiche consolidate, più che una scelta ideologica.
Accanto all’inquinamento atmosferico, la sicurezza stradale viene indicata come nodo centrale. Rendere più sicuri gli spostamenti a piedi e in bicicletta, potenziare il trasporto pubblico e migliorare l’intermodalità sono condizioni necessarie per ridurre la dipendenza dall’auto privata.
Nel confronto con altre città europee e italiane, Pisa mostra ancora margini di miglioramento, che richiedono interventi strutturali e coerenti.
Finanziamenti e necessità di una visione integrata
L’imminente finanziamento del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, pari a circa 9 milioni di euro, assegnato a Pisa nell’ambito della procedura di infrazione europea sulla qualità dell’aria, rafforza l’urgenza di un progetto organico di mobilità urbana.
Secondo la posizione dell’Università, risorse di questa portata dovrebbero sostenere una visione integrata, capace di tenere insieme riduzione delle emissioni, sicurezza stradale e qualità dello spazio urbano, evitando interventi frammentati o contraddittori.
Misure come la moderazione della velocità e l’istituzione di Zone 30 vengono considerate strumenti consolidati per migliorare sicurezza ed emissioni, ma la loro efficacia dipende dall’inserimento in una strategia complessiva.
Analogamente, il dibattito sui parcheggi, incluso quello nell’area del Giardino Scotto, viene letto come occasione per valutare la coerenza delle scelte rispetto agli obiettivi del Pums, che prevede tramvia, potenziamento del trasporto pubblico e promozione della mobilità attiva.
In questa prospettiva, l’Università di Pisa dichiara la propria disponibilità a un confronto strutturato, orientato a politiche fondate su dati, ricerca e obiettivi di lungo periodo.
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