Ucraina, arriva il 20esimo pacchetto di sanzioni UE alla Russia. Von der Leyen: “Il solo linguaggio che Mosca capisce”
Bruxelles – Energia, servizi finanziari, commercio e, per la prima, una specifica stretta alle elusioni con un meccanismo mai attivato prima: arriva il ventesimo pacchetto di sanzioni dell’Unione europea contro la Russia. Ad annunciarlo, Ursula von der Leyen. In una dichiarazione, la presidente della Commissione europea ha ricordato che “la guerra di aggressione della Russia contro l’Ucraina raggiungerà presto i 1500 giorni” e che, “nell’ultimo anno, le forze russe sono avanzate in media tra i 15 e i 70 metri al giorno”, con un tasso di vittime che è “il più alto registrato in qualsiasi offensiva militare dalla Seconda Guerra Mondiale”, nonostante abbiano conquistato “solo circa lo 0,8 per cento del territorio ucraino”. E mentre “l’Ucraina continua a difendersi con straordinario coraggio sul campo di battaglia, il Cremlino sta raddoppiando i crimini di guerra, colpendo deliberatamente abitazioni e infrastrutture civili. Impianti energetici e sistemi di riscaldamento sono stati tutti presi di mira, lasciando intere comunità senza elettricità a temperature gelide”. Una condotta che per von der Leyen non è quella “di uno Stato che cerca la pace”, bensì di “una nazione che conduce una guerra di logoramento contro una popolazione civile innocente”.
A pochi giorni dal quarto anniversario dell’invasione russa, Bruxelles intende da un lato riconfermare il suo sostegno al Paese aggredito e dall’altro, colpendo settori quali energia, servizi finanziari e commercio, aumentare la pressione sul Cremlino affinché si sieda “seriamente” al tavolo dei negoziati. “La Russia continua a rispondere alla diplomazia con i missili. Siamo determinati a rendere questa scelta dolorosamente costosa“, ha commentato via X l’Alta rappresentante dell’Unione europea per la Politica estera e di sicurezza, Kaja Kallas. “Oggi presentiamo il nostro 20esimo pacchetto di sanzioni, che danneggiano gravemente l’economia russa. E ogni sanzione ne riduce la capacità di guerra”, ha aggiunto la numero uno della diplomazia Ue. “Mosca non è invincibile. Sul campo di battaglia, il suo esercito è in stallo. In patria, la sua economia è in crisi. Una maggiore pressione, insieme ai nostri partner, e un maggiore sostegno militare all’Ucraina possono abbreviare questa guerra”, ha sottolineato.
Le misure energetiche
Il ventesimo pacchetto persegue il solco dei precedenti diciannove, colpendo in particolare energia, servizi finanziari e commercio. “Per quanto riguarda l’energia, introduciamo un divieto totale di servizi marittimi per il greggio russo“, ha spiegato von der Leyen, sottolineando che “ciò ridurrà ulteriormente le entrate energetiche della Russia e renderà più difficile trovare acquirenti per il suo petrolio”. Inoltre, dal momento che “il trasporto marittimo è un’attività globale, proponiamo di attuare questo divieto totale in coordinamento con partner che condividono gli stessi principi, dopo una decisione del G7”. Altre 43 navi verranno inserite nella flotta ombra, “per un totale di 640”, e vengono aggiunti “divieti generalizzati sulla fornitura di manutenzione e altri servizi per le petroliere GNL e le navi rompighiaccio, per danneggiare ulteriormente i progetti di esportazione di gas”. Una misura, questa, che “integra il nostro divieto sulle importazioni di GNL concordato con il 19esimo pacchetto e il regolamento RepowerEU”.
Stretta bancaria e commerciale
Il nuovo pacchetto include “un secondo blocco di misure per limitare ulteriormente il sistema bancario russo e la sua capacità di creare canali di pagamento alternativi per finanziare l’attività economica”. Vengono inserite altre 20 banche regionali russe nella lista di quelle considerate legate al presidente russo Vladimir Putin “e adotteremo misure contro le criptovalute, le società che le scambiano e le piattaforme che consentono il trading di criptovalute, per chiudere ogni possibilità di elusione”. La scure UE andrà a colpire anche “diverse banche di Paesi terzi coinvolte nel facilitamento del commercio illegale di beni sanzionati”.
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Capitolo commercio. Qui, “inaspriamo le restrizioni all’esportazione verso la Russia con nuovi divieti su beni e servizi, dalla gomma ai trattori e ai servizi di sicurezza informatica, per un valore di oltre 360 milioni di euro”, ha descritto von der Leyen. “Introduciamo nuovi divieti all’importazione di metalli, prodotti chimici e minerali essenziali, non ancora soggetti a sanzioni, per un valore di oltre 570 milioni di euro” e “altre restrizioni all’esportazione di prodotti e tecnologie usati per lo sforzo bellico russo, come i materiali utilizzati per la produzione di esplosivi”, ha puntualizzato. Inoltre, il pacchetto lancia anche “una quota sull’ammoniaca per limitare le importazioni esistenti”.
Il meccanismo anti-evasione
Infine, per la prima volta, Bruxelles propone di utilizzare lo strumento anti-elusione – “per dimostrare la nostra determinazione a ridurre l’evasione delle sanzioni”, ha chiarito von der Leyen. Lo strumento vieta “l’esportazione di macchine e radio a controllo numerico computerizzato verso giurisdizioni in cui vi è un rischio elevato che questi prodotti vengano riesportati in Russia“. Inoltre, “proponiamo maggiori garanzie legali per le aziende dell’UE, per proteggerle dalle violazioni dei loro diritti di proprietà intellettuale o da espropriazioni ingiuste in Russia a causa di sentenze abusive dei tribunali in relazione alle sanzioni”.
Bruxelles è arrivata a venti pacchetti di sanzioni e fa il conto del danno inflitto. “Le entrate fiscali della Russia derivanti da petrolio e gas sono diminuite del 24% nel 2025 rispetto all’anno precedente, il livello più basso dal 2020, ampliando il suo deficit fiscale. Le entrate derivanti da petrolio e gas a gennaio saranno le più basse dall’inizio della guerra. I tassi di interesse si attestano al 16% e l’inflazione rimane elevata“, ha elencato la presidente. “Questo conferma ciò che già sapevamo: le nostre sanzioni funzionano e continueremo a utilizzarle finché la Russia non avvierà negoziati seri con l’Ucraina per una pace giusta e duratura”, ha proseguito. Perciò ha invitato gli Stati membri “ad approvare rapidamente” le nuove sanzioni perché “ciò invierebbe un segnale forte in vista del triste quarto anniversario di questa guerra: il nostro impegno per un’Ucraina libera e sovrana è incrollabile. E, anzi, si rafforza giorno dopo giorno, mese dopo mese, anno dopo anno”.
Intanto, Bruxelles sta inviando “centinaia di generatori per mantenere accesi il riscaldamento e le luci nelle case, negli ospedali e nei rifugi” e il Consiglio dell’UE ieri ha approvato il prestito di 90 miliardi di euro per Kiev, “garantendole i mezzi per difendersi e rimanere forte sotto gli incessanti attacchi russi”. Sul piano del negoziato, “insieme agli Stati Uniti e alla Coalizione dei Volenterosi, stiamo portando avanti un piano di pace che include solide garanzie di sicurezza per l’Ucraina. E con i nostri partner statunitensi, stiamo elaborando un piano per la ripresa postbellica e la crescita a lungo termine dell’Ucraina: un unico Quadro di Prosperità unificato”, ha elencato von der Leyen, rivendicando che “l’unico filo conduttore” degli sforzi è “un obiettivo condiviso, una ferma convinzione: la sicurezza, la prosperità e il futuro libero dell’Ucraina sono al centro della nostra Unione“.
Ma la situazione non cambia. “Mentre ad Abu Dhabi sono in corso importanti colloqui di pace, dobbiamo essere lucidi: la Russia si siederà al tavolo delle trattative con intenzioni genuine solo se verrà spinta a farlo. Questo è l’unico linguaggio che la Russia capisce. Ecco perché oggi ci stiamo facendo avanti” con il ventesimo pacchetto di sanzioni.
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