Iea, gli investimenti sulla geotermia di nuova generazione sono cresciuti di 100 volte dal 2018

L’Agenzia internazionale dell’energia (Iea) ha pubblicato oggi l’edizione 2026 del suo rapporto Electricity, tracciando i primi vagiti per la preannunciata Era dell’elettricità, dove le protagoniste assolute saranno le energie rinnovabili. Compresa la geotermia, che sta vivendo un momento di particolare sviluppo sotto il profilo sia delle tecnologie tradizionali sia di quelle più innovative, come emerge da un apposito focus pubblicato nei giorni scorsi dall’Agenzia.
Oggi le risorse geotermiche convenzionali facilmente accessibili sono relativamente rare e per lo più limitate a un numero ridotto di hotspot geotermici superficiali a livello globale – come nel caso delle aree geotermiche della Toscana – che oggi coprono solo circa l’1% della domanda mondiale di elettricità (mentre in Toscana si produce tanta elettricità da equiparare un terzo dei consumi locali).
La filiera geotermica sta dunque cercando di superare questi limiti perforando a maggiore profondità e sfruttando il calore di serbatoi difficili da raggiungere, ad esempio facendo circolare fluidi attraverso fratture indotte (nei cosiddetti sistemi geotermici potenziati, Enhanced geothermal systems - Egs) oppure trasferendo il calore in superficie tramite circuiti a circuito chiuso. In questa prospettiva, secondo la Iea la geotermia di nuova generazione potrebbe coprire fino al 15% della crescita della domanda globale di elettricità entro il 2050.
Ad oggi però le tecnologie geotermiche di nuova generazione si trovano ancora in una fase iniziale di sviluppo. In generale, i progetti geotermici restano tra i più intensivi in termini di capitale nel settore energetico, con i costi di perforazione e dei pozzi che spesso rappresentano fino all’80% dei costi totali. Ma grazie all’innovazione tecnologica, a nuovi accordi di fornitura con operatori di data center, e alla prospettiva che i progetti geotermici possano coprodurre minerali critici come il litio, gli investimenti nel comparto stanno decollando: quelli nella geotermia di nuova generazione hanno raggiunto quasi 2,2 miliardi di dollari nel 2025, con un aumento dell’80% su base annua e in forte crescita rispetto ai soli 22 milioni di dollari del 2018, e anche i finanziamenti per i progetti di produzione elettrica geotermica convenzionale non sono da meno, avendo raggiunto quasi 5 miliardi di dollari nel 2025 (quattro volte il livello del 2018); ancora maggiori sono gli investimenti nei progetti di riscaldamento geotermico, come quelli per il teleriscaldamento, che hanno ottenuto oltre 11,5 miliardi di dollari nel solo 2025.
Con l’avanzata dei progressi tecnologici – la combinazione di nuove tecnologie di perforazione e materiali con dati in tempo reale provenienti da sensori in pozzo ha ridotto i costi dei pozzi fino al 30% –, insieme alla capacità della geotermia di fornire energia di base affidabile e continua sta infatti suscitando un interesse crescente. Questo è particolarmente vero per l’industria dei data center, il cui consumo globale di elettricità è destinato ad aumentare di oltre il 300% entro la fine del decennio, creando una base di clienti a lungo termine che sta contribuendo a spingere i finanziamenti a nuovi livelli.
Anche per questo i progetti geotermici, sia per la produzione di calore sia di elettricità, vendono generalmente la loro produzione tramite contratti di lungo periodo: fino al 2023, la maggior parte degli sviluppatori di progetti geotermici di nuova generazione poteva ottenere solo garanzie di prezzo dell’elettricità paragonabili a quelle dei progetti solari ed eolici, ovvero circa 30-60 dollari per megawattora. Oggi gli sviluppatori geotermici hanno iniziato invece a ottenere prezzi contrattuali significativamente più elevati, in alcuni casi fino a circa 130 dollari per megawattora. E per quanto riguarda il litio, la Iea sottolinea che i progetti geotermici attualmente in sviluppo nell’Unione europea e negli Stati Uniti potrebbero produrre 47 chilotonnellate di litio all’anno entro il 2035, coprendo il 5% della domanda globale sulla base delle politiche attuali.
Per quanto riguarda lo sviluppo della geotermia di nuova generazione, il sostegno pubblico resta ancora fondamentale riguardando tecnologie che non hanno raggiunto lo scala necessaria per auto-sostenersi, ma i primi segnali sono incoraggianti: i contributi pubblici sotto forma di sovvenzioni rappresentano attualmente circa il 9% dei finanziamenti globali per la geotermia di nuova generazione, in calo rispetto al 12% del periodo 2018-2020.
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