Il Cnr conferma, gli incendi estremi della scorsa estate sono legati alla crisi climatica

Febbraio 7, 2026 - 22:00
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Il Cnr conferma, gli incendi estremi della scorsa estate sono legati alla crisi climatica

La scorsa estate ha visto l’Europa occidentale percorsa da incendi record, soprattutto nell’agosto iberico, quando l’area interessata dalle fiamme – pur rappresentando il 2% del territorio europeo – ha concentrato oltre il 50% della superficie totale percorsa dal fuoco in Europa fino alla fine di agosto, comprendendo circa 541.000 ettari su un totale di un milione complessivamente danneggiati dal fuoco.

La nuova ricerca Record-Breaking 2025 European Wildfires Concentrated in Northwest Iberia, appena pubblicata su Global Change Biology, ha analizzato le cause di questi incendi record, individuandole nella combinazione di condizioni meteorologiche estreme e di una vegetazione particolarmente predisposta alla combustione.

La ricerca mostra che gli incendi non sono stati un evento isolato, ma si sono sviluppati in concomitanza con un’ondata di calore eccezionale durata 16 giorni nell’Europa sud-occidentale, che ha favorito condizioni meteorologiche estreme per la propagazione del fuoco. Tali condizioni si sono riflesse nell’aumento dell’Indice di Pericolo di Incendio, che ha raggiunto il valore mensile più elevato mai registrato nel Nord-Ovest della Penisola Iberica nel periodo 1985–2025.

Allo studio hanno partecipato, per l’Italia, ricercatori e ricercatrici del Consiglio nazionale delle ricerche dell’Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima (Cnr-Isac) e dell’Istituto di geoscienze e georisorse (Cnr-Igg). «È necessario passare da una strategia prevalentemente reattiva di soppressione degli incendi a una prevenzione proattiva, che consideri la resilienza agli incendi come una priorità di sicurezza nazionale», commenta nel merito Mara Baudena, prima ricercatrice del Cnr-Isac di Torino.

Le fiamme hanno infatti colpito in modo sproporzionato le aree a macchia e arbusteto, che hanno bruciato in percentuali molto superiori alle attese: questo squilibrio suggerisce un aumento dell’estensione di questo tipo di vegetazione, probabilmente legato a decenni di abbandono del territorio, comune a tutto il Mediterraneo europeo, e a una gestione forestale inefficace.

«I risultati mostrano come il cambiamento climatico stia aumentando la probabilità di condizioni meteorologiche estreme favorevoli agli incendi, ma l’impatto finale dipende fortemente anche dall’uso del suolo e dalla struttura dei combustibili vegetali», conferma Marco Turco, studioso italiano in forza all’Università della Murcia che ha coordinato lo studio.

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Redazione Eventi e News Redazione Eventi e News in Italia