Dalla Bei finanziamento agli Stati membri da 3 miliardi per accelerare gli interventi contro il caro energia

Il problema dei costi delle bollette della povertà energetica riguarda non poche famiglie in Europa, Italia compresa. E anche il tema dell’efficienza energetica è di quelli che dovrebbero essere in cima alle agende dei decisori politici. Ora, sul fronte dell’Unione europea, arriva una nuova iniziativa che punta a dare una serie di strumenti utili in questo senso. La Banca europea per gli investimenti (Bei) ha approvato un finanziamento da 3 miliardi di euro per accelerare gli interventi di efficientamento energetico a favore delle famiglie a basso e medio reddito e delle piccole imprese in tutta Europa. L’iniziativa si muove parallelamente all’introduzione del nuovo sistema di scambio delle quote di emissione per gli edifici e il trasporto su strada (Ets2), che comporterà un cambio dei costi del riscaldamento domestico e dei rifornimenti alle pompe di benzina e gasolio.
Nell’ambito del piano elaborato in collaborazione con la Commissione europea, gli investimenti ammissibili comprendono anche soluzioni di trasporto sostenibili. Il finanziamento stanziato potrà aumentare in funzione della domanda del mercato. Con lo strumento di anticipazione dei fondi approvato dal consiglio di amministrazione della Bei, l’istituto con sede a Lussemburgo è pronto a sostenere gli Stati membri dell’Unione europea nel promuovere soluzioni di riscaldamento e raffreddamento efficienti dal punto di vista energetico e accessibili per le famiglie a basso e medio reddito e le micro, piccole e medie imprese. Inoltre, i paesi possono sostenere gli investimenti nel trasporto sostenibile, come le biciclette elettriche, i trasporti pubblici o le infrastrutture di ricarica dei veicoli elettrici.
L’iniziativa, viene spiegato dai vertici della banca europea, è in linea con la Fase 2 della Climate Bank Roadmap (relativa agli anni 2026-2030) e «contribuirà a ridurre i costi energetici per le imprese e le famiglie, rafforzando al contempo la sicurezza energetica dell’Ue e accelerando i progressi nell’azione per il clima».
La Bei ha anche discusso nuovi progetti a sostegno della competitività e della leadership tecnologica dell’Ue e il cda della banca ha approvato un totale di 12,4 miliardi di euro di nuovi finanziamenti per rafforzare l’industria del Vecchio continente e approfondire le partnership globali. I nuovi finanziamenti, spiegano sempre da Lussemburgo, rafforzeranno la digitalizzazione e la sostenibilità ambientale in Italia, lo sviluppo urbano in Estonia, la bioeconomia e il trasporto sostenibile in Francia, la competitività delle imprese in Grecia. Sosterranno inoltre le strutture universitarie in Polonia, la gestione delle risorse idriche in Portogallo, la competitività delle imprese in Slovenia e il trasporto sostenibile in Spagna.
Il consiglio di amministrazione della Bei ha inoltre discusso le attività e l’impatto del gruppo nel 2025, che ha raggiunto la cifra storica di 100 miliardi di euro di nuovi finanziamenti. Il consiglio ha accolto con favore la maggiore rilevanza e l’orientamento strategico del gruppo, che dà priorità agli investimenti che contribuiscono alla competitività e alla sicurezza, con l’obiettivo di promuovere la prosperità condivisa e i valori democratici in Europa e nel mondo.
Ultimo ma non ultimo, il cda della Bei e quello del Fondo europeo per gli investimenti hanno approvato il terzo piano d’azione per la parità di genere per il periodo 2026-2030, volto a promuovere la parità di genere e l’emancipazione economica delle donne. «Il gruppo Bei è fortemente impegnato a promuovere la parità di genere e una crescita economica inclusiva nell’Ue e oltre – viene spiegato – lavorando su programmi volti ad ampliare l’accesso al capitale, ai ruoli di leadership, alle opportunità di lavoro, allo sviluppo delle competenze delle donne e alle infrastrutture e ai servizi inclusivi, comprese le soluzioni sanitarie».
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