Democrazia significa giocare tutti con le stesse regole

Nel 1999 mi sono candidato per la prima volta a delle elezioni. Avevo 22 anni e mi sono presentato alle Comunali di Passage West e Monkstown, nella Contea di Cork, in Irlanda. Bussando alle porte per chiedere alle persone della mia comunità locale di sostenermi ho Imparato cosa sia realmente la democrazia. La democrazia si trova nella vera partecipazione, sugli usci delle case, nelle conversazioni, negli scambi di opinioni e nei compromessi. Prende vita negli spazi civici, nelle chiese, attorno al tavolo da cucina e nel tragitto verso la scuola.
Il cuore della democrazia è un dibattito libero e aperto, non definito da un accordo sull’esito, ma da un accordo sulle regole. I processi democratici e i nostri presidi democratici – mezzi di comunicazione liberi e indipendenti, una società civile vitale, ed elezioni libere ed eque – sono le regole del gioco nell’UE. Garantiscono che i nostri valori democratici siano tutelati e rafforzati e creano il quadro per il legittimo svolgimento dei processi democratici.
Per una partita di calcio non bastano giocatori di talento. Ci vogliono regole chiare e un arbitro che le faccia rispettare. L’arbitro non decide chi vince: garantisce che il gioco sia leale, che i falli vengano puniti e che ogni squadra gareggi a parità di condizioni. Senza questa struttura i risultati sarebbero dettati da vantaggi sleali e violazioni delle regole, si moltiplicherebbero i contrasti e la partita scivolerebbe rapidamente nel caos.
La democrazia funziona nello stesso modo. Investire nei processi democratici significa tutelare condizioni eque. Significa garantire che i cittadini abbiano accesso a mezzi di comunicazione liberi, che la società civile possa operare senza intimidazioni, e che le elezioni si svolgano in modo trasparente e credibile. Quando si ha fiducia nella correttezza delle procedure si ha fiducia nel risultato – anche quando a vincere è l’avversario. Proprio come le regole danno senso a una partita di calcio, i processi democratici danno legittimità allo stile di vita europeo di cui andiamo fieri.
Eppure, in Europa e al di fuori di essa, i regimi autoritari cercano di aggirare la volontà dei cittadini tramite l’uso di tattiche ibride – attaccando infrastrutture, utilizzando bot per amplificare artificialmente narrazioni distorte, sfruttando le reti criminali e cercando di interferire nei processi elettorali – con lo scopo di erodere la fiducia, accentuare le divisioni e destabilizzare le società. La trasformazione digitale ha inoltre aggravato questi problemi: la sfera online permette una più rapida diffusione della disinformazione, gli algoritmi alimentano l’indignazione, i mezzi di comunicazione indipendenti si scontrano con pressioni finanziarie e gli strumenti dell’IA possono distorcere pericolosamente la nostra percezione della realtà.
Queste pressioni minacciano l’essenza stessa delle nostre democrazie – le libertà, i diritti e le tutele di ogni giorno che ci permettono di vivere apertamente e in sicurezza. La democrazia nell’UE si fonda sulla possibilità di esprimere le proprie opinioni senza paura, di avere accesso a notizie indipendenti, di partecipare a elezioni regolari, di associarsi liberamente nella società civile e di compiere scelte personali senza ingerenze indebite. Dobbiamo quindi agire con urgenza per salvaguardare i nostri diritti fondamentali per le generazioni a venire – e per farlo abbiamo una tabella di marcia.
Lo Scudo europeo per la democrazia presentato dalla Commissione europea nel novembre scorso contribuirà a garantire che vi sia sempre un arbitro in partita. È un insieme di misure che segna un passaggio decisivo da risposte ad hoc a un quadro strutturato per proteggere e rafforzare la democrazia in tutta l’UE. La tutela della democrazia non può basarsi solo sulle leggi o sulla politica, ma richiede un impegno a livello di tutta l’amministrazione e di tutta la società.

Lo Scudo europeo per la democrazia è incentrato su tre priorità: tutelare l’integrità dello spazio di informazione; rafforzare istituzioni democratiche ed elezioni – anche ai fini dell’indipendenza dei media e della dinamicità della società civile; potenziare la resilienza della società e l’impegno dei cittadini. È un lavoro che deve essere svolto individualmente dagli Stati membri – a livello nazionale, regionale e locale – e collettivamente, a livello europeo.
In quanto Commissario europeo per la Democrazia, il mio compito è affrontare in modo diretto le pressioni sui sistemi democratici. La prossima settimana, insieme ai ministri dei 27 Stati membri dell’UE, darò quindi il via alle attività del Centro europeo per la resilienza democratica, un’iniziativa cardine dello Scudo per la democrazia.
Il Centro fungerà da polo di cooperazione strutturata con e tra gli Stati membri, le istituzioni dell’UE e diversi paesi che desiderano diventare membri a pieno titolo dell’Unione. Metterà in comune le competenze, migliorerà la condivisione delle informazioni e sosterrà le azioni volte ad affrontare minacce che non conoscono frontiere. Lavorando insieme, possiamo rispondere in modo più efficace alle sfide contro i nostri preziosi sistemi democratici.
Il Centro avrà come fulcro l’attività di coordinamento. Riunirà le competenze nazionali e le capacità dell’UE per anticipare e individuare le minacce e fornire possibilità di risposta. Le priorità saranno fissate insieme, i progetti saranno improntati alle esigenze degli Stati membri e la cooperazione si tradurrà in risultati tangibili. L’essenza della democrazia è la fiducia dei cittadini nei sistemi che rendono possibile la partecipazione democratica.
Il Centro europeo per la resilienza democratica garantirà che l’Europa possa far fronte in maniera diretta alle sfide alla sua democrazia, che la partita democratica resti leale e che valga sempre la pena giocarla.
La democrazia non consiste solo nello scegliere i propri leader: consiste nel difendere tutto il nostro modo di vivere – la dignità, la giustizia e l’uguaglianza che ci sono comuni. Questi valori non possono venirci semplicemente trasmessi dai governi: devono essere vissuti, rinnovati e rafforzati da tutti noi. Giovani o vecchi, in città o in paese, dobbiamo farci avanti, riavvicinarci e far fronte comune per difendere i valori democratici che ci uniscono.
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