Il nuovo asse fascioprogressista per lasciare gli ucraini indifesi

Febbraio 11, 2026 - 00:00
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Il nuovo asse fascioprogressista per lasciare gli ucraini indifesi

Nei giorni in cui le case, le scuole, gli ospedali, gli asili ucraini sono sottoposti a ondate sempre più pesanti di bombardamenti russi, per il quarto anno di fila, e quel popolo coraggioso è costretto a resistere spesso senza luce e senza riscaldamento, a temperature polari, i parlamentari di Alleanza Verdi-Sinistra, Movimento 5 stelle e del costituendo partito vannacciano (Futuro nazionale) hanno avuto il coraggio di presentare emendamenti per chiedere l’immediata interruzione dell’invio di armi all’Ucraina. Per la cronaca, le armi inviate dall’Italia consistono più che altro in sistemi di difesa antimissile, indispensabili proprio per intercettare gli ordigni lanciati sulle città. È dunque assolutamente evidente, per chiunque lo voglia capire, che l’immediata conseguenza di una simile decisione sarebbe una sola: più civili ammazzati dalle bombe russe.

Il governo metterà la fiducia e gli emendamenti decadranno, ma per quanto mi riguarda, e per quanto riguarda il centrosinistra, direi che è il pensiero che conta. Ed è un pensiero che dovrebbe ripugnare a qualunque sincero pacifista. Del resto, la compagnia dei tre deputati nazionalfuturisti, tra i quali il noto pacifista Emanuele Pozzolo, ex Fratelli d’Italia, che a una festa di capodanno aveva accidentalmente sparato a uno dei presenti, rende l’iniziativa ancora più grottesca e al tempo stesso ancora più chiara.

Mi domando a questo punto per quale motivo, pochi giorni fa, l’onorevole Aboubakar Soumahoro – il sindacalista dei braccianti eletto con Alleanza Verdi-Sinistra e poi finito al gruppo misto in seguito all’imbarazzante vicenda giudiziaria che ha coinvolto sua moglie, di cui vi ricorderete, e se non ve ne ricordate pazienza – abbia voluto smentire con tanta nettezza i retroscena che lo davano in procinto di aderire al partito del generale Roberto Vannacci.

Non posso nascondere la mia delusione, dopo le prime ammiccanti dichiarazioni del deputato circa la possibilità di una sua adesione a imprecisate forze del «tricolore». Se poi fosse riuscito a traghettare nel partito del generale anche i suoi originari scopritori Fratoianni e Bonelli, in nome di una grande alleanza pacifista rossobruna, Soumahoro avrebbe reso un grandissimo servizio non solo al centrosinistra, ma all’Italia intera, offrendo agli spompati talk show di questa noiosa stagione un casting insuperabile e un titolo già fatto, capace di rendere immediatamente, parafrasando i classici, l’autentico spirito e la reale profondità del nuovo corso politico: Rosso, Verde e Vannacci.

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