La destra vuole essere al di sopra della legge, dice Elly Schlein

Febbraio 9, 2026 - 17:00
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La destra vuole essere al di sopra della legge, dice Elly Schlein

Lo scontro sulla riforma della giustizia si allontana sempre più dal terreno tecnico e assume contorni apertamente politici. Come racconta la Stampa, in un articolo di Alessandro Di Matteo, il confronto tra governo e magistratura è ormai una resa dei conti che si consuma a colpi di dichiarazioni, attacchi personali e accuse di politicizzazione. Ogni intervento dei giudici viene letto dal centrodestra come una presa di posizione ideologica, mentre le opposizioni vedono nella riforma voluta dal ministro Carlo Nordio un tentativo di ridimensionare l’autonomia della magistratura.

Al centro delle polemiche c’è la riscrittura del quesito referendario sulla separazione delle carriere, in vista del voto del 22 e 23 marzo. Per la maggioranza, l’intervento della Cassazione sarebbe la prova di un’ingerenza politica dei magistrati. Per la segretaria del Partito democratico Elly Schlein, invece, si tratta dell’ennesima dimostrazione delle reali intenzioni del governo. Le accuse rivolte ai giudici sono, secondo la leader del Pd, «strumentalizzazioni», e in particolare «quelle che abbiamo visto dal governo anche in questo passaggio della Cassazione, con degli attacchi indegni ai giudici».

Nel mirino del centrodestra finisce soprattutto Alfredo Guardiano, giudice di Cassazione, esponente del fronte del No e membro dell’ufficio referendum che ha modificato il quesito aggiungendo i riferimenti agli articoli della Costituzione coinvolti dalla riforma. Maurizio Gasparri attacca duramente: «L’imparzialità di un magistrato deve essere riscontrabile in ogni atto e in ogni momento… Il dubbio è lecito e quindi ribadisco che se lui è imparziale, io sono finlandese». Sulla stessa linea la Lega, con Simonetta Matone: «Si sarebbero dovuti astenere entrambi o lasciare definitivamente la toga per fare politica come ho fatto io quattro anni fa». Una tesi condivisa anche da Nicolò Zanon, presidente del comitato “Sì riforma”, secondo cui «desta inquietudine» che un magistrato schierato per il No intervenga su questioni legate al referendum.

Per Schlein, questo fuoco di fila conferma i timori delle opposizioni. Dai banchetti per il No a Roma fino alla più recente iniziativa a Padova, la segretaria del Partito democratico insiste: «Questo governo vuole riequilibrare il rapporto tra politica e magistratura con questa riforma». E richiama il caso del ponte sullo Stretto per denunciare un atteggiamento di sfida verso i controlli: «La verità è che la maggioranza di centrodestra vuole essere al di sopra della legge», perché «questo governo pensa che prendere un voto in più alle elezioni, li legittimi a non essere controllati e a non avere alcun limite».

Il Pd punta ora sulla partecipazione, anche in assenza di quorum. «Noi vogliamo raggiungere e superare la soglia del cinquanta per cento degli aventi diritto», dice Schlein. Ma Fratelli d’Italia e Forza Italia respingono l’accusa di politicizzazione. Per Alfredo Antoniozzi, «è profondamente sbagliato politicizzare il referendum», mentre Pierantonio Zanettin invita a discutere «sul merito di questa riforma anziché su cavilli».

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Redazione Redazione Eventi e News