Le petroliere russe romperanno il blocco energetico di Trump che strangola Cuba?

Il 29 gennaio, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha firmato un ordine esecutivo che dichiara lo "stato di emergenza nazionale" per la "minaccia insolita e straordinaria" che Cuba rappresenta per la sicurezza degli Stati Uniti e della regione.
Trump accusa il governo comunista cubano di essersi alleato con "numerosi paesi ostili", di ospitare "gruppi terroristici transnazionali" come Hamas e Hezbollah e di consentire il dispiegamento sull'isola di "sofisticate capacità militari e di intelligence" provenienti da Russia e Cina. Accuse respinte da Cuba, ma sulla bese delle quali Trump ha annunciato l'imposizione di tariffe ai Paesi che vendono petrolio alla nazione caraibica e minacciato ritorsioni contro i governi che non si adegueranno contrario all'ordine esecutivo della Casa Bianca.
Il blocco contro il quale ogni anno all’Onu votano quasi tutti i Paesi del mondo meno gli Usa, Israele e qualche protettorato insulare statunitense del Pacifico si è quindi trasformato in un cappio energetico che Trump sta stringendo intorno al collo dell’odiato regime cubano. Gli esperti ritengono che le riserve di carburante rimanenti a Cuba dureranno al massimo due - tre mesi.
Viktor Kheifets, capo ricercatore dell'Istituto di Studi Latinoamericani dell'Accademia Russa delle Scienze, ha dichiarato a Izvestia che, «Con alcuni voli cancellati, Cuba potrebbe resistere per altri tre mesi», ma secondo il Financial Times, le riserve di carburante dureranno solo 15 giorni.
Dietro le quinte gli Usa e l’esausto governo dell’Avana trattano un accordo di resa o sopravvivenza e la Casa Bianca ha definito Cuba «Una nazione in declino che non ha più il Venezuela a sostenerla», certa ormai di poterla strangolare economicamente con un blocco navale. Il blocco petrolifero contro Cuba sta avendo un grave impatto sulla popolazione e sull'economia del Paese. I cubani non riescono a fare rifornimento alle loro auto, a volte dovendo fare lunghe file alle stazioni di servizio, dove la benzina è ora venduta in dollari, con un prezzo al gallone che supera il doppio del salario minimo cubano. Le reti elettriche sono in avaria, ostacolando l'approvvigionamento idrico.
Il presidente cubano Miguel Díaz-Canel ha detto che quanto stanno mettendo in atto gli usa contro Cuba «Dimostra la natura fascista, criminale e genocida di una cricca che ha dirottato gli interessi del popolo americano per un tornaconto puramente personale» e il ministro degli Esteri cubano Bruno Rodríguez ha ricordato che «L'aggressione degli Stati Uniti contro Cuba non è una novità. Si è intensificata progressivamente negli ultimi anni e in modo spietato nelle ultime settimane, fino a includere il tentativo di bloccare completamente le nostre forniture di carburante» e, dopo aver ammesso che «La situazione è difficile e richiederà grandi sacrifici. La nostra volontà di dialogare è chiara e nota. È stata ribadita direttamente e pubblicamente».
Rodríguez ha affermato che, «Al di là del desiderio degli Stati Uniti di intensificare la pressione contro l'isola per causare il maggior danno possibile e spezzare la volontà politica dei cubani, i più esperti e astuti a Washington e Miami sanno che questo obiettivo è impossibile da raggiungere».
In realtà il regime cubano sembra davvero accerchiato e per rompere l’assedio conta sulla solidarietà e sul sostegno internazionale: «Non siamo soli e non restiamo a guardare», ha detto il ministro degli esteri cubano.
E un aiuto potrebbe venire da una vecchia amica: la Russia. Dmitry Peskov, il portavoce del presidente russo Vladimir Putin, ha detto che il Cremlino «E’ in contatto con i suoi partner cubani per spedizioni di petrolio verso l'isola, nel contesto dell'inasprimento del blocco imposto dagli Stati Uniti al paese caraibico, che dura da oltre mezzo secolo. Cuba è lontana, purtroppo, per noi, non è facile arrivarci, ma discuteremo comunque possibili modi per fornire assistenza ai cubani».
Durante una conferenza stampa, rispondendo a una domanda sui piani di Mosca di fornire supporto energetico a Cuba attraverso spedizioni di petrolio, Peskov ha sottolineato che «E’ ovvio che non si possa parlare nei dettagli in pubblico di tali questioni per comprensibili ragioni. Posso solo ripetere che in tutti questi giorni siamo rimasti in contatto con i nostri amici cubani e abbiamo discusso le opzioni per aiutarli».
In precedenza, l'ambasciata russa all'Avana aveva comunicato attraverso l’agenzia di stampa Izvestia che «Nel prossimo futuro si prevede che la Russia fornirà petrolio e prodotti petroliferi a Cuba come aiuti umanitari».
Peskov ha assicurato che «La Russia non vorrebbe un'escalation di tensione nei rapporti con gli Stati Uniti in merito alle forniture di petrolio a Cuba», ma ha anche fatto notare che «Le relazioni commerciali con Washington sono praticamente inesistenti. Mosca vuole impegnarsi in un dialogo costruttivo e a risolvere tutte le questioni relative alla questione».
Intanto, dopo l'arrivo in territorio cubano delle navi di supporto logistico della Marina Militare messicana Papaloapan e Isla Holbox, con oltre 800 tonnellate di aiuti, il Messico sta preparando un secondo invio di aiuti umanitari per Cuba.
Ignorando le minacce di Donald Trump, la presidente di sinistra del Messico Claudia Sheinbaum ha annunciato che «E’ in preparazione un secondo carico di aiuti umanitari per Cuba proveniente dal Messico. Una volta arrivata la prima spedizione, la nave tornerà indietro e verrà effettuata una seconda spedizione, e così via. Saranno attivati meccanismi per agevolare la partecipazione delle organizzazioni civili che promuovono raccolte di solidarietà. So che ci sono gruppi nella comunità che si stanno organizzando per raccogliere scorte alimentari e che possono effettivamente consegnarle. Ho incaricato il Ministero dell'Interno di fungere da collegamento con le autorità federali per quanto riguarda lo spazio disponibile sulle spedizioni ufficiali, dove questi aiuti sarebbero stati aggiunti. Ci sono organizzazioni che chiedono questa raccolta fondi. Noi non lo stiamo ancora facendo perché stiamo inviando ciò che avevamo, oltre al supporto che normalmente viene fornito tramite Amexcid (Agenzia Messicana per la Cooperazione Internazionale allo Sviluppo). I voli messicani verso l'isola non sono stati sospesi».
La campagna "De pueblo a pueblo, acabemos con el bloqueo”, promossa dal Colectivo de Solidaridad Militante Va por Cuba e dall’ Asociación de Cubanos Residentes en México prenderà il via il 14 al 22 febbraio e le due organizzazioni hanno affermato che «Il popolo messicano, caratterizzato dalla sua solidarietà, fraternità e storica fratellanza con il popolo cubano, sta rispondendo con decisione per impedire l'ingiusta punizione di Cuba. Quel che il blocco nega, la solidarietà lo offre garantendo così che ogni prodotto che arriva a Cuba rompa l'assedio imperiale».
Il Ministero degli esteri cubano ha ringraziato il Governo, il popolo e la Presidente del Messico, «Per gli aiuti materiali che sono in cammino per il popolo cubano. Grazie Messico, per la solidarietà e l’appoggio in questi momenti tanto difficili che vive il nostro popolo, come conseguenza della guerra economica che c’impone l’impero».
Qual è la tua reazione?
Mi piace
0
Antipatico
0
Lo amo
0
Comico
0
Furioso
0
Triste
0
Wow
0




