Vannacci, il Farage italiano che può stravolgere gli equilibri a destra (e anche a sinistra)

Febbraio 4, 2026 - 14:00
 0
Vannacci, il Farage italiano che può stravolgere gli equilibri a destra (e anche a sinistra)

«In UK Starmer ha vinto grazie a Farage, non dimentichiamolo». Matteo Renzi gongola. Lui lo aveva detto mesi fa: «Ci sarà una sorpresa». Eccola. Il Farage italiano si chiama Roberto Vannacci. L’autore di quello che potrebbe essere il più clamoroso autogol dai tempi di Comunardo Niccolai, il difensore del Cagliari che spesso metteva la palla nella rete sbagliata, la sua.

Vannacci è uscito da quella Lega che pensava di farne il bomber in chiave reazionaria e che invece ha coltivato una serpe in seno, il generale che ama la X Mas che si è inventato la sua formazione “Futuro nazionale” (che banalità). Matteo Salvini pensava di essere lui l’uomo forte della destra neotrumpiana ma ha sbagliato i conti, quello là è ancora più duro e puro. E ora il vicepresidente del Consiglio trema. Perché il generale gli toglierà un po’ di voti, cosa che questa Lega non può permettersi se non vuole scivolare dalle parti del cinque per cento.

Ma chi è fuori di sé è Giorgia Meloni che Vannacci lo ha sempre destestato e da tempo individuato come possibile traditore, altro che bomber. Aveva ragione lei. La premier non vuole il generale nella coalizione. Vuole distruggerlo (Silvio Berlusconi faceva così con i traditori). La vendetta, come avevamo scritto da settimane, è alzare lo sbarramento al quattro per cento. Ma c’è un grosso scoglio: una soglia così alta sarebbe un problema anche per Carlo Calenda che, secondo alcuni (ma non lui), pur di entrare in Parlamento potrebbe pagare il prezzo dell’incoerenza rientrando nel campo largo. Vedremo.

Ma certo con Azione dentro e la destra spaccata la vittoria del “campo larghissimo” sarebbe in tasca. Al di là di Calenda, ieri Elly Schlein e compagni hanno se non stappato lo champagne almeno ripreso colore. Perché sembra verificarsi quello che il vecchio D’Alema ha sempre teorizzato: la sinistra vince se “loro” si dividono. Una constazione aritmetica più che una grande strategia ed è chiaro che per Schlein è un colpo di fortuna che in effetti somiglia al famoso “fattore C” (la fortuna, appunto) attribuito ai tempi a Romano Prodi. Certo, bisogna vedere quanto Vannacci riuscirà a prendere – non si può nemmeno escludere un flop clamoroso – ma è facile prevedere che toglierà voti a Salvini e anche a Fratelli d’Italia, un partito votato da reazionari e nostalgici delusi dalla istituzionalizzazione di Giorgia. La quale cercherà di volgere a proprio favore l’uscita di Vannacci presentandola come un’epurazione che automaticamente rende il centrodestra più moderato e attrattivo.

È evidente infatti che il generale punterà a calamitare i consensi di una galassia nera mescolata con arrabbiati di vario conio, magari anche Cinquestelle: «Amo la mia Patria e voglio continuare a combattere per lei stando lontano da impicci, compromessi di convenienza e inciuci», ha detto. Qualunquismo spicciolo, buono per qualche fallito della politica e vari personaggi in cerca d’autore.

Sì, quando ormai si è imboccato il lungo rettilineo che porta alle elezioni la nascita del partito vannacciano è la prima novità della politica italiana. Come il titolo di una commedia di David Mamet: le cose cambiano.

L'articolo Vannacci, il Farage italiano che può stravolgere gli equilibri a destra (e anche a sinistra) proviene da Linkiesta.it.

Qual è la tua reazione?

Mi piace Mi piace 0
Antipatico Antipatico 0
Lo amo Lo amo 0
Comico Comico 0
Furioso Furioso 0
Triste Triste 0
Wow Wow 0
Redazione Redazione Eventi e News